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Intervista ai BLESS FAYA: il fuoco siciliano dietro “Tutto Cambia”

Ci sono progetti che nascono da un singolo incontro e altri che prendono forma nel tempo, brano dopo brano, fino a diventare qualcosa di più grande della somma delle singole parti. I BLESS FAYA, progetto formato da Sikulo Faya e Larosa, appartengono a questa seconda categoria.


Il loro nuovo album “Tutto Cambia”, in uscita il 24 giugno 2026 su tutte le principali piattaforme digitali, arriva come primo vero manifesto discografico del duo. Un lavoro costruito tra reggae, rap, boom bap, dancehall, raggamuffin e una forte identità siciliana, ma soprattutto un album che prova a raccontare un percorso umano prima ancora che musicale.


BLESS FAYA -  ViKingSo Music - INTERVISTA TUTTO CAMBIA ALBUM

Il titolo non è casuale. Tutto Cambia parla di trasformazione, di crescita, di esperienze vissute, di cambiamenti personali e artistici. Ma dentro questo cambiamento resta un punto fermo: il loro Sicilian Style, che per i Bless Faya non è soltanto una questione di dialetto o appartenenza geografica, ma un modo di vivere la musica, raccontare la realtà e portare la Sicilia dentro ogni brano.


Per lo Speciale BLESS FAYA su ViKingSo Music, abbiamo scelto di raccontare l’album attraverso una lunga intervista.

Un dialogo sull’identità del progetto, sulla nascita del disco, sul rapporto tra Sikulo Faya e Larosa, sul ruolo di brani come “Terra Mia”, “City Full Sound”, “Hangover”, “Libertà” e “Senti Come Brucia”, e sulla voglia di continuare a fare musica senza perdere autenticità.



Partiamo dall’identità: chi sono oggi i BLESS FAYA?

Bless Faya è il progetto musicale formato da Sikulo Faya e Larosa. Siamo due artisti con caratteristiche diverse ma complementari, uniti dalla stessa passione per la musica e dalla voglia di trasmettere messaggi autentici.

Quello che ci unisce è il modo di vivere la musica. Non vogliamo limitarci a fare canzoni: vogliamo raccontare esperienze, emozioni, storie vere. Bless Faya nasce proprio da questo incontro tra due percorsi diversi che, con il tempo, hanno trovato una direzione comune.



Quando avete capito che Bless Faya non era più solo una collaborazione, ma un progetto vero?

A dire la verità non c’è stato un momento preciso o una singola canzone che ci ha fatto cambiare idea. Dopo tanti singoli realizzati insieme, abbiamo capito che il nostro modo di lavorare, di scrivere e di vivere la musica aveva creato qualcosa di speciale.

Non è stata una decisione presa a tavolino. È successo in modo naturale. Più lavoravamo insieme, più ci rendevamo conto che non stavamo semplicemente collaborando, ma stavamo costruendo un’identità.

Da lì è nata la voglia di realizzare il nostro primo album, un progetto completo che raccontasse davvero chi sono i Bless Faya.



“Tutto Cambia” è il vostro primo album ufficiale. Come nasce questo disco?

L’album nasce da una promessa fatta ai nostri ascoltatori dopo l’uscita del singolo “Voce”. Volevamo creare qualcosa che rappresentasse davvero chi siamo, raccogliendo esperienze, emozioni e storie vissute in prima persona.

Con “Voce” avevamo aperto una strada. Da lì abbiamo capito che il pubblico stava seguendo il nostro percorso e che era arrivato il momento di costruire un progetto più ampio.

“Tutto Cambia” nasce proprio da questo: dalla voglia di mettere insieme tutto quello che avevamo vissuto, scritto, pensato e attraversato in questi anni. È un album che parla di noi, ma anche di tante situazioni in cui chi ascolta può riconoscersi.



Perché avete scelto proprio il titolo “Tutto Cambia”?

Perché il cambiamento fa parte della vita di tutti. Noi stessi siamo cambiati come persone e come artisti durante la realizzazione di questo progetto.

Il titolo rappresenta questa evoluzione.

Tutto cambia intorno a noi, ma anche dentro di noi. Cambiano le situazioni, cambiano i luoghi, cambiano le persone, cambiano le priorità. Però alcune cose restano: le radici, i valori, l’amicizia, il modo di sentire la musica.

Con questo album abbiamo voluto raccontare proprio quel passaggio: il cambiamento non come qualcosa da temere, ma come parte naturale della crescita.



Cosa rende speciale questo album rispetto ai singoli usciti fino ad oggi?

La sua autenticità. Ogni traccia nasce da storie vere e da emozioni reali. Inoltre abbiamo voluto sperimentare diversi generi musicali senza perdere la nostra identità.

I singoli ci hanno permesso di far conoscere alcune parti del nostro mondo. L’album, invece, mette insieme tutte le sfumature del progetto. Dentro ci sono brani più diretti, momenti più riflessivi, tracce più dancehall, parti più sociali e altre più personali.

La cosa importante per noi era non perdere mai il centro: l’identità Bless Faya.



Il Sicilian Style è uno dei punti forti del vostro progetto. Come lo descrivereste a chi vi ascolta per la prima volta?

Il Sicilian Style non è soltanto una questione di dialetto o di radici. È la nostra identità, il nostro marchio di fabbrica.

Rappresenta il modo in cui viviamo la musica e raccontiamo le nostre storie, mescolando italiano e siciliano in maniera naturale. Portiamo la Sicilia dentro ogni brano, non solo nelle parole ma anche nella mentalità, nei valori e nel modo di affrontare la vita.

Per noi la Sicilia non è solo un luogo. È un modo di sentire, di reagire, di raccontare. È orgoglio, memoria, calore, fatica, ironia, resistenza. Tutto questo entra nella nostra musica.



Nel disco avete scelto di mettere al centro l’identità dei Bless Faya. Quanto era importante evitare collaborazioni esterne?

Sì, è stata una scelta voluta. Abbiamo deciso di mettere al centro esclusivamente l’identità dei Bless Faya.

Volevamo che questo primo album parlasse davvero di noi. Per questo abbiamo preferito costruire un progetto totalmente nostro, senza collaborazioni esterne.

L’unica eccezione è nella title track “Tutto Cambia”, dove sul ritornello partecipa Noemi, moglie di Sikulo Faya. La sua voce era perfetta per trasmettere l’emozione del brano e ormai fa parte di questa storia.

Per il resto, la scelta è stata chiara: questo disco doveva presentare Bless Faya nella sua forma più pura.



Musicalmente attraversate reggae, rap, boom bap, dancehall e raggamuffin. Come riuscite a tenere insieme questi mondi?

Le nostre influenze sono sempre state queste. Sikulo Faya è cresciuto tra hip hop, breaking e cultura reggae, mentre Larosa arriva da un background più rap.

Unendo le nostre esperienze è nato un mix naturale. In fondo reggae e rap condividono le stesse radici di ribellione e racconto sociale, quindi per noi è stato spontaneo far convivere questi mondi senza perdere la nostra identità.

Non ci siamo mai chiusi dentro un solo genere. Ci piace sperimentare, ma sempre restando riconoscibili. Il nostro obiettivo non è fare una canzone reggae, una rap o una dancehall in modo separato: vogliamo che tutto faccia parte dello stesso universo Bless Faya.



“Voce” è stato un passaggio importante prima dell’album. Che ruolo ha avuto nel percorso verso “Tutto Cambia”?

“Voce” è stato uno dei brani che ha aperto la strada all’album. Dopo la sua uscita avevamo promesso ai nostri ascoltatori che sarebbe arrivato un progetto completo.

Con “Tutto Cambia” quella promessa diventa realtà. Volevamo dimostrare che dietro un singolo non c’era solo un episodio, ma un percorso più grande, con una visione precisa.


Ascolta e segui i BLESS FAYA

Segui i BLESS FAYA su Spotify per restare aggiornato sull’uscita di “Tutto Cambia”, sui prossimi brani, sui videoclip e sui nuovi contenuti del progetto.



Nei materiali dell’album “Terra Mia” viene raccontata come una scintilla del progetto. Perché questo brano è così importante?

Più che una semplice canzone, “Terra Mia” è diventata il nostro inno.

È il brano che il pubblico ha amato di più e che ci ha fatto capire quanto la nostra musica arrivasse alle persone. Grazie all’affetto dei fan abbiamo iniziato a credere ancora di più nel progetto Bless Faya e abbiamo trovato la forza di costruire un album intero.

Per noi “Terra Mia” rappresenta un legame profondo con le radici. È una canzone che ci ha dato consapevolezza, perché ci ha fatto capire che quello che stavamo raccontando non apparteneva solo a noi, ma arrivava anche agli altri.



“City Full Sound” sembra rappresentare il lato più fisico e coinvolgente del disco. Che ruolo ha nell’album?

“City Full Sound” rappresenta la parte più dancehall e coinvolgente del disco.

È una traccia nata anche grazie al legame di amicizia costruito con il City Jam, per il quale volevamo creare qualcosa di speciale. Volevamo una canzone che avesse energia, movimento, vibrazione, qualcosa capace di far sentire il lato più dinamico dei Bless Faya.

Dentro c’è il nostro amore per il sound, per la danza, per il ritmo e per quelle situazioni in cui la musica diventa condivisione.



“Libertà” e “Senti Come Brucia” sembrano invece avere un peso più sociale. Cosa raccontano questi due brani?

“Libertà” e “Senti Come Brucia” sono come due capitoli della stessa storia.

Parlano del lavoro, delle difficoltà quotidiane, dei diritti spesso negati e del rispetto che ogni lavoratore merita. Raccontano la fatica, il tempo che passa e il bisogno di restare uniti, aiutandosi a vicenda perché, alla fine, siamo tutti sulla stessa barca.

Sono brani che nascono da cose reali. Non volevamo fare discorsi astratti, ma raccontare quello che tante persone vivono ogni giorno: il peso delle giornate, il caldo, la stanchezza, i sacrifici, il bisogno di non sentirsi soli.



“Hangover” invece racconta la vostra amicizia. Quanto conta il rapporto umano dentro Bless Faya?

“Hangover” racconta proprio questo. Prima ancora di essere un duo siamo grandi amici. Anche quando siamo lontani ci sentiamo in videochiamata fino a tarda notte per scrivere testi e confrontarci sulle idee. C’è una frase che diciamo sempre scherzando: “Ne giriamo un’altra e poi andiamo a dormire”.

Da quella battuta è nata l’ispirazione per il brano. La nostra amicizia è la base di tutto quello che facciamo.

Senza quel rapporto umano, probabilmente Bless Faya non sarebbe la stessa cosa. La musica nasce anche dalla fiducia, dal confronto, dalla voglia di ascoltarsi e costruire qualcosa insieme.


Scopri di più sui BLESS FAYA

BLESS FAYA ViKingSo Music

Due identità diverse, ma complementari: da una parte il fuoco reggae, rap e

raggamuffin di Sikulo Faya, dall’altra la scrittura più melodica e contaminata di Larosa. Insieme hanno costruito un linguaggio riconoscibile, fatto di radici siciliane, dancehall, boom bap, energia positiva e Sicilian Style.


Leggi la biografia dei BLESS FAYA per scoprire la storia del progetto, il significato della loro identità musicale e il percorso che li ha portati fino a “Tutto Cambia”.


In brani come “Maria Giovanna”, “Libertà” e “Senti Come Brucia” affrontate temi sociali e contraddizioni della realtà. Quanto è importante per voi raccontare senza filtri?

Per noi è fondamentale. In brani come “Libertà”, “Maria Giovanna” e “Senti Come Brucia” affrontiamo temi come il proibizionismo, il materialismo, il lavoro e le contraddizioni della società.

Non vogliamo fare i moralisti o i personaggi in cerca di notorietà. Raccontiamo semplicemente quello che vediamo con i nostri occhi, trasformando esperienze reali in musica.

Crediamo anche che non esista una competizione tra artisti o tra persone. Ognuno ha un talento diverso e va rispettato. Lo stesso vale nella vita: non bisogna sminuire nessuno, perché chi non sa fare una cosa ne saprà fare un’altra meglio di chiunque altro.

È questo il messaggio che vogliamo trasmettere attraverso le nostre canzoni.



Vi interessa più arrivare alle persone o inseguire numeri e classifiche?

Più che numeri o classifiche, speriamo che il pubblico possa apprezzare il lavoro e la passione che abbiamo messo in questo progetto.

Per noi la cosa più importante è arrivare alle persone. Vogliamo che chi ascolta l’album possa ritrovare una parte di sé nelle nostre canzoni. Speriamo di trasmettere forza, consapevolezza e riflessione.

La musica deve lasciare qualcosa. Non ci interessa soltanto pubblicare brani: ci interessa creare un legame con chi ascolta.



Che cosa vi piacerebbe restasse a chi ascolta “Tutto Cambia” dall’inizio alla fine?

Ci piacerebbe che restasse il senso del percorso.

“Tutto Cambia” è un album fatto di esperienze vere, emozioni reali e messaggi sinceri. Chi lo ascolta può trovare momenti diversi: energia, riflessione, leggerezza, denuncia, amicizia, libertà.

Vorremmo che arrivasse questo: si può cambiare, si può attraversare momenti difficili, ma si può restare fedeli a sé stessi e alle proprie radici.



Dopo “Tutto Cambia”, cosa deve aspettarsi il pubblico dai Bless Faya?

“Tutto Cambia” è solo l’inizio di un percorso.

Il pubblico può aspettarsi concerti, videoclip, nuovi singoli e tanti altri progetti. Continueremo a sperimentare senza perdere la nostra identità e il nostro Sicilian Style, portando sempre messaggi sinceri e musica che nasce dal cuore.

Il nostro obiettivo è crescere insieme ai nostri fan e continuare a raccontare storie vere attraverso il reggae, il rap e tutte le influenze che fanno parte del mondo Bless Faya.



Il manifesto Bless Faya

Dalle parole dei BLESS FAYA emerge un’idea chiara: “Tutto Cambia” non è soltanto un album d’esordio come duo, ma una dichiarazione di identità.


Il disco mette insieme radici siciliane, reggae, rap, dancehall, raggamuffin, amicizia, lavoro, denuncia sociale e voglia di libertà. Ma soprattutto conferma una direzione: i Bless Faya vogliono costruire un linguaggio riconoscibile, personale, lontano dalle mode facili e vicino alle esperienze reali.


Il loro Sicilian Style non è una formula estetica, ma una visione. È il modo in cui la Sicilia entra nella musica non solo attraverso il dialetto, ma attraverso valori, memoria, mentalità e modo di guardare il mondo.


“Tutto Cambia” sarà disponibile dal 24 giugno 2026 su tutte le principali piattaforme digitali.


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La musica non ha bisogno solo di uscire: ha bisogno di essere presentata nel modo giusto.


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