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PATTY PRAVO: pazza bambola
Patty Pravo è una figura unica e irripetibile nella storia della musica italiana. Non solo una cantante, ma un vero e proprio atteggiamento culturale , un simbolo di libertà artistica e personale che ha attraversato oltre sessant’anni di musica senza mai farsi ingabbiare da mode, generi o aspettative. Parlare di lei significa raccontare un percorso fatto di continue metamorfosi, rotture, rinascite e scelte controcorrente. Il suo debutto negli anni ’60 avviene in un’Italia an


SAYF: la fortuna di stare bene al mare
Sayf raccontato a fondo: identità urban, album e scrittura cruda di una delle voci più autentiche e complesse della nuova scena rap italiana.


SAL DA VINCI: un caffè è per sempre
Sal Da Vinci è uno di quegli artisti che non si spiegano solo con la discografia , ma con il contesto culturale da cui provengono. La sua carriera è profondamente intrecciata a Napoli, alla sua tradizione musicale, teatrale ed emotiva, ma anche alla capacità di trasformare quel patrimonio in un linguaggio popolare, diretto, immediatamente riconoscibile. Sal Da Vinci non ha mai rincorso il tempo: lo ha attraversato , restando fedele a una forma di canzone che mette al centro s


NAYT: tra Raptus e Mood l’ego crolla e resta solo la verità
Nayt raccontato a fondo: da Raptus a Mood, un percorso rap fatto di introspezione, ego in frantumi e ricerca costante di verità.


DITONELLAPIAGA: che fastidio la chimica
Ditonellapiaga, nome d’arte di Margherita Carducci, è una delle voci più consapevoli e irrequiete del nuovo pop italiano. La sua musica vive di contrasti: leggerezza apparente e inquietudine profonda, ironia tagliente e vulnerabilità esposta, estetica pop e scrittura che non fa sconti. È un progetto che nasce già adulto, con un’identità chiara e una visione precisa. Gli esordi la collocano subito in una zona laterale rispetto al mainstream. Ditonellapiaga usa il pop come lin


MICHELE BRAVI: il diario dei prima o poi
Michele Bravi è uno degli artisti che più hanno fatto della vulnerabilità una forma di linguaggio , trasformando il dolore, la perdita e il silenzio in materia musicale. Il suo percorso non è mai stato lineare né semplice, ma proprio per questo risulta autentico: Bravi ha scelto di esporsi quando sarebbe stato più facile arretrare, usando la musica come spazio di elaborazione emotiva, non come rifugio estetico. Il suo debutto avviene sotto i riflettori, in un contesto che spe
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