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David Kushner e la malattia: cosa ha raccontato davvero su tic, ansia e salute mentale

8 ore fa
Tempo di lettura: 6 min

Quando un artista interrompe improvvisamente un tour, internet tende a riempire molto velocemente gli spazi lasciati vuoti.

Nel caso di David Kushner, alle ricerche sulla sua musica si sono affiancate domande sempre più dirette: che malattia ha David Kushner? Ha la sindrome di Tourette? Perché ha cancellato i concerti?


David Kushner e la malattia: cosa ha raccontato davvero su tic, ansia e salute mentale

Il problema è che queste domande finiscono spesso per mettere insieme cose diverse.


Kushner ha effettivamente parlato pubblicamente di un disturbo da tic, iniziato con un tic vocale quando era bambino. Ha inoltre raccontato di aver attraversato un periodo molto difficile sul piano della salute mentale e dell’ansia, fino a fermare il tour europeo nel marzo 2025. Ma non è corretto trasformare automaticamente queste dichiarazioni in una diagnosi diversa o più specifica che lui non abbia confermato direttamente.


La storia è quindi più precisa e anche più interessante di quanto suggerisca la parola generica “malattia”.


David Kushner ha raccontato di avere un disturbo da tic

La dichiarazione più chiara risale al 2023.


Durante un’intervista pubblicata originariamente da Billboard, Kushner parlò dell’influenza di Lewis Capaldi non soltanto dal punto di vista musicale.

Disse di avere anche lui un tic disorder, un disturbo da tic, aggiungendo che poche persone ne erano a conoscenza e che avrebbe voluto iniziare a parlarne con maggiore apertura.


Kushner spiegò che tutto era iniziato nell’infanzia con un tic vocale e che nel tempo la condizione era progredita. Raccontò però anche un particolare significativo: quando è completamente concentrato sulla musica, in studio oppure durante un’esibizione, i sintomi tendono quasi a scomparire.

È importante fermarsi qui.


Online il suo nome viene spesso associato direttamente alla sindrome di Tourette, probabilmente anche perché in quella stessa intervista Kushner parlava di Lewis Capaldi, che della propria diagnosi di Tourette ha discusso pubblicamente.

Ma Kushner, nella dichiarazione riportata, parla di disturbo da tic.


Le due formulazioni non vanno trattate automaticamente come sinonimi.

Sul nostro sito avevamo già raccontato il percorso di Capaldi nell’articolo Lewis Capaldi: “Sono in netto miglioramento”, proprio a proposito del rapporto tra Tourette, ansia, palco e necessità di fermarsi quando il corpo manda segnali troppo forti.


Nel 2025 arriva uno stop molto più serio

Due anni dopo, il tema della salute torna in primo piano.

Nel marzo 2025 David Kushner è impegnato nel tour tra Regno Unito ed Europa.


Durante il concerto di Newcastle la situazione diventa evidente anche al pubblico. Il cantante interrompe anticipatamente lo show e parla apertamente di una forte ansia, dicendo di non stare bene mentalmente.


Pochi giorni dopo arriva la decisione definitiva: cancellare il resto del tour.

Nel messaggio pubblicato sui social Kushner spiegò di aver cercato di andare avanti, ma di essere arrivato al punto in cui doveva fermarsi e concentrarsi sul proprio recupero. Le date rimanenti nel Regno Unito e in Europa furono cancellate.


Non era quindi un semplice problema alla voce, un’indisposizione di qualche giorno o un cambio organizzativo.

Era lui stesso a parlare esplicitamente di salute mentale.


“Mi sentivo sopraffatto, ansioso, non riuscivo a dormire”

Qualche mese dopo Kushner sarebbe tornato sull’argomento in maniera ancora più personale.


In occasione dell’uscita di “Heavens Sirens”, nell’agosto 2025, raccontò che nei mesi precedenti aveva raggiunto una sorta di muro.

Durante il tour aveva cominciato a sentirsi mentalmente e fisicamente sopraffatto: ansia, difficoltà a respirare con naturalezza, problemi di sonno, scarsa concentrazione e la sensazione di non sentirsi più se stesso.


La scelta di cancellare il tour, spiegò, era stata difficile ma necessaria.

Kushner raccontò anche di aver chiesto aiuto, rallentato e affrontato questioni che aveva evitato per molto tempo. Proprio durante quel periodo aveva iniziato a prendere forma Heavens Sirens.


Questo passaggio è importante perché evita un errore comune.

La pausa non fu la fine della sua carriera.

Fu una fase di recupero che finì per entrare direttamente nella musica.


La musica come luogo in cui i sintomi cambiano

Il rapporto tra Kushner e la musica ha qualcosa di particolare.

Già quando aveva raccontato del disturbo da tic aveva osservato che i sintomi tendevano a ridursi fortemente quando era concentrato nella registrazione o nell’esecuzione musicale.


E molte delle sue canzoni ruotano attorno a conflitti interiori, paura, fede, dubbio e senso di colpa.


Non sorprende quindi che la biografia musicale di Kushner sia spesso letta attraverso il tema del dolore.

Su ViKingSo Music lo avevamo raccontato proprio in David Kushner: l’arte del dolore, ripercorrendo il percorso da Miserable Man e Mr. Forgettable fino a Daylight e The Dichotomy.


Quell’articolo racconta chi è David Kushner.


Questo aggiunge un tassello diverso: cosa succede quando l’intensità emotiva che rende riconoscibile la sua musica incontra i limiti reali di una persona che deve affrontare tournée, aspettative e pressione continua.


Ascolta le nostre Playlist esclusive su Spotify!



Daylight lo aveva trasformato in una star quasi all’improvviso

Per capire anche la pressione, bisogna ricordare quanto rapidamente sia cambiata la sua carriera.

Nel 2022 Kushner era ancora uno degli artisti emergenti cresciuti grazie a TikTok con Miserable Man e Mr. Forgettable.

Poi arriva “Daylight”.


Il brano esplode nel 2023 e porta la sua voce baritonale e quell’immaginario fatto di luce, oscurità, fede e tentazione davanti a un pubblico enorme.

Anche ViKingSo Music lo aveva selezionato tra le Song Of The Week 2023 nella settimana dall’11 al 17 settembre.

In pochissimo tempo Kushner passa quindi dalla crescita digitale alle tournée internazionali.


Una trasformazione affascinante vista dall’esterno, ma che comporta ritmi completamente differenti: viaggi continui, palco, promozione, esposizione online e aspettative molto più grandi.


Questo non permette di stabilire una causa clinica per ciò che è accaduto nel 2025.

Permette però di capire il contesto nel quale Kushner stesso ha raccontato di essersi sentito sopraffatto.


Quindi David Kushner ha la Tourette?

La risposta più rigorosa è: non dovremmo attribuirgli una diagnosi più specifica di quella che lui stesso ha dichiarato pubblicamente.

Kushner ha parlato di un disturbo da tic, iniziato con un tic vocale nell’infanzia.

Ha inoltre parlato apertamente di:

  • ansia;

  • difficoltà legate alla salute mentale;

  • problemi di sonno e concentrazione durante il periodo precedente alla cancellazione del tour.


Ma dire semplicemente “David Kushner ha la Tourette” come se fosse una diagnosi pubblicamente confermata da lui in modo inequivocabile rischia di andare oltre ciò che sappiamo.


Ed è proprio per questo che la parola “malattia”, così spesso utilizzata nelle ricerche, è poco precisa.

Stiamo parlando di esperienze e condizioni differenti, non di un’unica misteriosa patologia.


Il ritorno: Kushner non è rimasto fermo

La parte successiva della storia è importante tanto quanto lo stop.

Dopo il periodo difficile del 2025, Kushner ha ricominciato a pubblicare musica e a esibirsi.


Nel settembre 2026 il suo sito ufficiale mostra nuovamente date live e soprattutto annuncia il nuovo album Devotion, in uscita il 13 novembre 2026.

Il progetto contiene 14 tracce e arriva dopo The Dichotomy e l’EP 20 Years From Now. Secondo la presentazione ufficiale, il disco ruota attorno a amore, fede, dubbio, desiderio e al significato stesso di dedicarsi completamente a qualcosa o qualcuno.

È difficile non leggere questa fase anche alla luce di quello che è successo l’anno precedente.


Non perché ogni canzone debba necessariamente essere trasformata in una cartella clinica.


Ma perché Kushner ha sempre usato la musica per parlare dei propri conflitti, e dopo essersi fermato per proteggere la propria salute è tornato proprio attraverso nuove canzoni.


Nel 2026 parla ancora di ciò che costa vivere continuamente in tour

A settembre 2026, durante un’intervista con la radio polacca RDC, Kushner ha parlato nuovamente degli aspetti meno visibili della carriera: la fatica della vita in tournée, le relazioni difficili e la volontà di ritrovare qualcosa della gioia che aveva nel fare musica prima che tutto diventasse così grande.


È un punto interessante.

Quando un artista raggiunge milioni di ascolti, tendiamo a misurare tutto attraverso numeri: classifiche, streaming, sold out.

La persona che deve sostenere quei numeri, invece, resta molto più difficile da misurare.


David Kushner lo ha scoperto nel modo più evidente possibile quando si è trovato costretto a fermarsi.

E forse il passaggio più importante della sua storia recente non è semplicemente essere tornato.


È aver accettato che fermarsi potesse essere una parte del percorso, non il suo fallimento.


Una carriera non si costruisce soltanto accelerando

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Anche quando una release funziona, identità, tempi e sostenibilità del progetto contano quanto la visibilità.


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