Le Distanze a X Factor 2026: dal 5,5 al 9 del Sound Selector in una settimana
Sette giorni possono essere pochissimi nella carriera di un artista e tantissimi dentro un talent. Le Distanze lo hanno dimostrato passando dal 5,5 del primo Live al 9 del secondo, il salto più netto registrato finora nelle pagelle del Sound Selector di ViKingSo Music.

Non è soltanto una questione di numeri. Se lo fosse, basterebbe dire che una settimana hanno cantato male e quella successiva bene, ma la differenza tra le due performance è molto più interessante perché riguarda sicurezza, gestione dell’emozione, presenza scenica e soprattutto il modo in cui una band riesce a trasferire sul palco televisivo quello che aveva già fatto vedere prima dei Live.
Nel primo appuntamento con le pagelle di X Factor 2026, il Sound Selector aveva chiuso la loro prova con un giudizio piuttosto severo. Il potenziale era evidente, ma l’inizio troppo sottotono, qualche sbavatura vocale e soprattutto una tensione percepibile avevano lasciato la sensazione che la band non fosse riuscita a mostrare veramente ciò che sapeva fare.
Una settimana dopo, con New York, New York, quella sensazione praticamente scompare.
Dal 5,5 del Live 1: il problema non era il potenziale
Al primo Live Irama affida a Le Distanze Il cielo di Renato Zero. È una scelta importante, perché porta il trio molto lontano dalla prima impressione lasciata durante le Auditions con Space Monkey dei Placebo e li obbliga a lavorare su interpretazione, voce e costruzione emotiva più che sulla semplice energia della band.
Il risultato, secondo il Sound Selector, rimane però sotto le aspettative.
Il giudizio pubblicato quella sera è abbastanza chiaro: la personalità si intravede, ma l’esibizione parte troppo piano e vocalmente non è completamente pulita. Più di tutto, si percepisce la tensione del debutto, che finisce per condizionare una performance dalla quale ci si aspettava qualcosa in più.
Per questo il 5,5 non nasceva dall’idea che Le Distanze non fossero abbastanza forti per i Live, ma quasi dal motivo opposto. Dopo quello che avevano fatto vedere nelle selezioni, la sensazione era che il gruppo avesse molto più materiale di quanto fosse riuscito a portare sul palco quella sera.
Il Sound Selector li aveva infatti indicati come delusione del Live 1, precisando proprio che il voto basso derivava dalle aspettative costruite in precedenza.
Questa distinzione è fondamentale per capire ciò che succede sette giorni dopo.
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Dal 22 ottobre seguiamo i Live di X Factor 2026 con pagelle, voti e giudizi aggiornati durante la puntata dal Sound Selector di ViKingSo Music, insieme a news, concorrenti, regole e approfondimenti sull’intera edizione.
“New York, New York” cambia completamente il quadro
Per il Live 2 Irama sceglie New York, New York, brano reso celebre da Liza Minnelli e diventato poi uno standard anche grazie alla versione di Frank Sinatra. È una canzone enorme, immediatamente riconoscibile e tutt’altro che semplice da reinterpretare senza finire schiacciati dal confronto.
Sulla carta poteva essere un'altra assegnazione pericolosa.
Invece è esattamente la performance nella quale Le Distanze riescono finalmente a mostrare quello che al primo Live era rimasto nascosto.
Nelle Pagelle del Live 2 di X Factor 2026, il cambio di percezione è immediato: la voce di Andrea esce completamente, l’ingresso nel brano è molto più sicuro e la presenza scenica cambia al punto che il cantante finisce quasi per occupare tutto lo spazio intorno alla band.
Il Sound Selector sintetizza il salto con una frase che racconta meglio del voto ciò che è successo: “Ora sì, lo riconosco”.
Il 9 arriva da qui.
Non è cambiata la voce in sette giorni
Andrea Manuel Pagella non ha imparato a cantare tra il 22 e il 29 ottobre.
Corinna Lanari non è diventata improvvisamente una bassista migliore e Saverio Campese non ha scoperto in una settimana come stare dietro una batteria.
Il punto è proprio questo.
La differenza tra le due esibizioni dimostra quanto, soprattutto dentro un programma televisivo, il valore di un artista e il risultato di una singola performance siano due cose diverse.
Al primo Live le capacità c’erano già, ma non erano riuscite a emergere completamente. Nel secondo Live la band appare più rilassata, Andrea utilizza la voce con maggiore sicurezza e l’intero gruppo sembra avere finalmente accettato le dimensioni del palco invece di subirle.
È un passaggio che il tavolo dei giudici nota immediatamente. Francesco Gabbani parla di un’esibizione ottima, mentre Jake La Furia sottolinea apertamente il grande salto compiuto rispetto alla settimana precedente, definendolo un vero “glow-up”.
Non è quindi soltanto il Sound Selector a percepire una trasformazione. È uno dei pochi casi del Live 2 nei quali la crescita appare abbastanza evidente da diventare parte stessa del commento alla performance.
L’emozione del primo Live può pesare più di quanto sembri
Una delle difficoltà nel giudicare un talent è capire quanto concedere all’emozione del debutto.
I Live cambiano completamente il contesto. Non ci sono più soltanto quattro giudici da convincere e una performance preparata per superare una fase. Entrano il televoto, una produzione televisiva molto più complessa, la consapevolezza che ogni errore possa essere visto da migliaia di persone e soprattutto la necessità di ricominciare da zero ogni settimana.
Le Distanze arrivano a quella fase dopo un percorso molto positivo.
Alle Auditions avevano ottenuto quattro sì e una standing ovation con “Space Monkey” dei Placebo. Ai Bootcamp avevano personalizzato Ritornerai di Bruno Lauzi ottenendo ancora l’unanimità, fino a conquistare un posto nella squadra di Irama. Chi vuole ricostruire l’intero percorso del trio può farlo nell’approfondimento Le Distanze a X Factor 2026: chi sono Andrea, Corinna e Saverio.
Il materiale, quindi, non era comparso improvvisamente al secondo Live.
La novità è che finalmente viene fuori anche nel momento in cui conta davvero.
Il 9 premia soprattutto la reazione
Se il Live 2 fosse stato il primo contatto del pubblico con Le Distanze, probabilmente il 9 avrebbe raccontato semplicemente una grande performance.
Arrivando dopo il 5,5, assume invece un significato diverso.
Mostra la capacità di reagire a una serata negativa senza cercare di correggere tutto diventando più prudenti.
È un rischio frequente nei talent. Dopo una prova che non funziona, un concorrente può arrivare alla settimana successiva pensando soprattutto a non sbagliare. Il risultato diventa spesso una performance tecnicamente più ordinata ma emotivamente ancora più bloccata.
Le Distanze fanno l’opposto.
Andrea entra nel brano con molta più convinzione, cresce progressivamente e prende il centro del palco senza dare l’impressione di avere paura di esagerare. Corinna e Saverio costruiscono attorno a lui una base molto più solida e l’intero arrangiamento restituisce finalmente la sensazione di una band che sta suonando, non semplicemente di tre concorrenti impegnati a superare il turno.
È questo che il voto del Sound Selector prova a registrare.
C’è però un nuovo problema interessante: Andrea rischia di far sparire la band
La performance funziona talmente bene sul frontman da aprire anche una questione che probabilmente diventerà importante nelle prossime settimane.
Nelle pagelle il Sound Selector scrive che Andrea “finisce quasi per far sparire la band intorno a lui”.
Nel Live 2 è quasi un complimento, perché descrive la forza con cui il cantante riesce finalmente a prendersi la scena. Sul lungo periodo, però, sarà interessante capire come Le Distanze gestiranno questo equilibrio.
Il gruppo non si chiama Andrea Pagella.
Le Distanze sono Andrea, Corinna e Saverio, e proprio la loro identità di trio aveva contribuito a renderli interessanti fin dalle Auditions.
Quando un frontman possiede un carisma molto forte è naturale che l’occhio dello spettatore finisca su di lui, soprattutto in un programma televisivo. Il rischio nasce soltanto se il resto della band comincia a diventare scenografia.
Al Live 2 non siamo ancora a quel punto, ma è una dinamica che Irama dovrà probabilmente tenere presente nelle prossime assegnazioni.
Il salto da 5,5 a 9 racconta anche perché le pagelle possono cambiare
Il caso Le Distanze è probabilmente l’esempio migliore, finora, per spiegare come vada letto il Sound Selector Ranking.
Un voto non è un’etichetta permanente sull’artista.
Il 5,5 del primo Live non significava “Le Distanze valgono 5,5”, esattamente come il 9 del secondo non significa che ogni performance futura dovrà automaticamente partire da quel livello.
Le pagelle valutano ciò che accade sul palco in una determinata sera, tenendo conto di voce, interpretazione, presenza, assegnazione, arrangiamento e identità quando questi elementi incidono realmente sul risultato.
Per questo un concorrente può cambiare completamente posizione in sette giorni.
Dopo il secondo Live, Le Distanze portano la propria media a 7,25, recuperando gran parte del terreno perso al debutto e mettendosi allo stesso livello medio di Veronica e Alex Fontana nel ranking complessivo.
Il dato statistico, però, racconta soltanto una parte della storia. La cosa più importante è che adesso sappiamo che il 5,5 non descriveva il loro limite.
Da “delusione” a “sorpresa” in una settimana
C’è una simmetria quasi perfetta nelle prime due pagelle.
Al Live 1 Le Distanze sono la delusione della serata.
Al Live 2 diventano la sorpresa.
Non perché nessuno sapesse che fossero bravi, ma perché dopo la prima prova serviva una risposta e quella risposta è arrivata in maniera molto più netta di quanto fosse prevedibile.
Il Sound Selector, nella sentenza finale del secondo Live, indica proprio il loro percorso come una delle storie più interessanti della serata, perché riassume ciò che un programma come X Factor dovrebbe essere in grado di produrre: non soltanto una successione di cover, ma un contesto nel quale un artista può sbagliare, capire cosa non ha funzionato e tornare sette giorni dopo mostrando qualcosa di diverso.
È probabilmente il significato più interessante di quel passaggio da 5,5 a 9.
Irama ha trovato una strada diversa per Le Distanze
Anche l’assegnazione conta.
Dopo Renato Zero, Irama sceglie un brano completamente diverso e porta il trio dentro una dimensione più teatrale, nella quale Andrea può utilizzare maggiormente presenza e vocalità senza dover costruire tutto intorno alla componente emotiva.
New York, New York non è necessariamente il tipo di canzone che ci si aspetterebbe di trovare in un futuro disco de Le Distanze, ma dentro un talent può avere perfettamente senso se serve a mostrare una caratteristica che non era ancora emersa.
In questo caso la scelta funziona proprio perché libera il frontman.
La voce diventa il centro della performance, il gruppo suona in maniera più compatta e quell’insicurezza percepita sette giorni prima viene sostituita da una gestione molto più consapevole dello spazio.
Nei prossimi Live, però, il compito diventerà più complicato: trasformare questa sicurezza ritrovata in qualcosa che continui anche a definire l’identità artistica del trio.
Perché Le Distanze erano già una band prima di X Factor
Un altro elemento rende questa crescita particolarmente interessante.
Le Distanze non sono tre musicisti assemblati per il programma. Il trio nasce nel 2020, durante la pandemia, ed è composto da Andrea Manuel Pagella, Corinna Lanari e Saverio Campese. Prima di X Factor aveva già partecipato a diversi festival, vinto la sezione Trend di Sanremo Rock e soprattutto aperto il concerto dei The Who a Firenze Rocks, condividendo il programma anche con Tom Morello e Lucio Corsi.
Questa esperienza spiega perché fosse legittimo aspettarsi di più da loro già al primo Live.
Non erano completamente estranei ai grandi palchi.
X Factor, però, è un ambiente differente: il gruppo non deve soltanto suonare bene, ma adattarsi ogni settimana a un repertorio deciso insieme al giudice, a una produzione televisiva molto precisa e a un pubblico che valuta anche ciò che accade fuori dalla loro zona naturale.
Il secondo Live è la prima volta in cui questa esperienza precedente e il meccanismo del talent sembrano davvero incontrarsi.
Adesso il problema è confermarsi
Paradossalmente, dopo il 9 la pressione aumenta.
Finché una band viene da un 5,5, la missione della settimana successiva è abbastanza chiara: dimostrare che quella prova non raccontava tutto.
Adesso Le Distanze hanno risposto.
Il Live 3 dovrà dire se New York, New York è stato un episodio particolarmente riuscito oppure l’inizio di una nuova fase del loro percorso.
Non serve che prendano un altro 9 per confermarsi. Potrebbero anche ottenere un voto leggermente più basso e continuare a crescere artisticamente, se l’assegnazione mostrasse una parte nuova e credibile della loro identità.
Quello che difficilmente potranno permettersi è tornare a sembrare frenati.
Dopo aver visto Andrea occupare il palco in questo modo e il trio reggere una canzone così riconoscibile senza esserne schiacciato, il livello delle aspettative è inevitabilmente cambiato.
Il giudizio del Sound Selector: finalmente si vede quanto possono valere
La frase centrale delle pagelle del Live 2 non è forse nemmeno il 9.
È “finalmente ho visto quello che mi aspettavo da loro”.
Riassume bene il percorso delle prime due settimane.
Il Sound Selector non ha cambiato idea su Le Distanze nel senso più semplice del termine, perché già dopo il primo Live aveva sottolineato che personalità e potenziale fossero presenti. È cambiato ciò che la band è riuscita concretamente a mostrare.
Al primo Live quell’idea rimaneva una promessa.
Al secondo è diventata una performance.
Ed è esattamente per questo che il salto da 5,5 a 9 non sembra incoerente: racconta due serate molto diverse della stessa band.
Se X Factor serve davvero a capire chi riesce a crescere sotto pressione, Le Distanze hanno appena dato la prima risposta importante.
Ora sarà il Live 3 a dirci se questo cambio di passo può diventare continuità.
Puoi seguire l’evoluzione del trio e di tutti gli altri concorrenti nello Speciale X Factor 2026 di ViKingSo Music, dove ogni settimana vengono raccolte pagelle, ranking e approfondimenti sui Live.
Segui le pagelle del Sound Selector
Ogni giovedì ViKingSo Music segue i Live di X Factor 2026 attraverso le pagelle del Sound Selector, con voti, giudizi sulle singole performance e un ranking che permette di vedere come cambiano i concorrenti settimana dopo settimana.
Una serata storta non definisce un artista
Il passaggio delle Distanze dal 5,5 al 9 mostra bene quanto una singola performance non possa essere utilizzata per definire definitivamente un progetto musicale. La crescita passa anche dalla capacità di capire cosa non ha funzionato, cambiare approccio e tornare sul palco con maggiore consapevolezza.
Se sei un cantante, un rapper, una band o un progetto emergente, ViKingSo Music può aiutarti a presentare meglio la tua musica attraverso scouting, playlist, articoli, recensioni, interviste e contenuti editoriali pensati per valorizzare davvero il tuo percorso.







