Sanremo 2026, Pagelle Live Seconda Serata: scaletta, Top & Flop
- The Sound Selector

- 25 feb
- Tempo di lettura: 12 min
Aggiornamento: 26 feb
Bentornati nella sala d’ascolto di ViKingSo Music.
Sono Edoardo Lomacci, il vostro Sound Selector, e stasera si fa sul serio: entriamo nel cuore pulsante della Seconda Serata di Sanremo 2026.
Se ieri il debutto collettivo ci ha servito un “primo impatto” rapsodico sui 30 Big, stasera la narrazione cambia volto. Nonostante non abbia voluto dare voti durante la prima serata, l'impressione generale è quella di un Sanremo decisamente scarico dal punto di vista musicale.
L’emozione del palco è un conto, ma la struttura delle canzoni parla chiaro: in troppi casi la scrittura non sembra all'altezza del prestigio dell'Ariston.
Stasera, però, si passa dalla panoramica alla selezione chirurgica: 15 Big tornano per la prova del nove, affiancati dal debutto delle Nuove Proposte.

Spero vivamente di ricredermi perché ora si fa sul serio: la musica esce dalle stanze della Sala Stampa e incontra il Televoto e la Giuria delle Radio.
Seguiremo la gara insieme e questa volta non farò sconti: voterò live con le mie pagelle per vedere chi regge davvero il peso del palco e chi ha un brano capace di dominare il mercato.
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Post-show: recap completo con pagelle finali
COSA SUCCEDE STASERA?
La scaletta di questa sera è un concentrato di adrenalina. Carlo Conti e Laura Pausini saranno affiancati da un trio d'eccezione: l'ironia di Pilar Fogliati, il genio comico di Lillo Petrolo e la presenza iconoclasta di Achille Lauro.
Proprio Lauro sarà protagonista di uno dei momenti più attesi: un duetto con la Pausini sulle note di "16 Marzo" (un omaggio a Gianna Pratesi) e "Perdutamente", un ricordo toccante per le vittime di Crans-Montana.
La dinamica della gara:
15 Big sul palco: Metà del cast torna a cantare.
Voto 50/50: Il potere è diviso tra il Televoto (il pubblico sovrano) e la Giuria delle Radio (gli addetti ai lavori che decidono le rotazioni).
Nuove Proposte: Finalmente scendono in campo i giovani. 4 artisti si sfideranno in 2 duelli diretti: solo i 2 vincitori staccheranno il pass per la fase successiva.
Top 5 di serata: A fine puntata scopriremo i cinque nomi più votati di oggi, ma ancora una volta senza un ordine di piazzamento.
IL METODO DI VOTO DEL SOUND SELECTOR
Per le mie pagelle live userò una scala da 1 a 10. Ma attenzione: a ViKingSo Music non regaliamo sufficienze per simpatia. Il mio verdetto terrà conto di quattro parametri fondamentali:
Resa Live: Intonazione, controllo del diaframma e capacità di gestire le dinamiche orchestrali.
Interpretazione e Presenza Scenica: L'artista deve "bucare" l'obiettivo, non solo cantare.
Coerenza Artistica: Il brano deve essere cucito addosso all'identità dell'esecutore.
Impatto / Memoria: Quello che i pubblicitari chiamano top of mind. Se dopo dieci minuti ho dimenticato il brano, il prodotto ha fallito.

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inserimento in percorso/visibilità ViKingSo Music (quando idoneo)
report e azioni concrete sui canali
Slot limitati per garantire tempi e qualità. Paghi solo dopo conferma.
IL LIVE DEL SOUND SELECTOR: SCALETTA & PAGELLE
In questa sezione, Edoardo Lomacci (Sound Selector di ViKingSo Music) analizzerà in tempo reale ogni esibizione. L'ordine segue la scaletta ufficiale della serata.
PATTY PRAVO — “OPERA”
Più che una gara, quello di Patty Pravo è un cameo iconico. "Opera" si muove su atmosfere danzanti e sognante, sorrette da un'orchestra perfetta che cuce l'arrangiamento sulla sua voce storica. Nonostante l'eleganza, il pezzo manca totalmente di appeal radiofonico: la struttura è troppo statica per i ritmi moderni e rischia l'effetto soporifero in auto. Un tributo di classe alla carriera, ma lontano dalle logiche delle hit e delle playlist attuali.
VOTO: 6,5 Eterea
LDA & AKA 7EVEN — “POESIE CLANDESTINE”
Con "Poesie clandestine", il duo punta tutto sulla ricerca ossessiva della hit virale, confezionando un brano che sembra scritto più per le dinamiche di TikTok che per la tenuta nel tempo. Il testo risulta purtroppo banale, privo di guizzi autorali che possano elevare la proposta oltre il semplice intrattenimento stagionale. Sebbene l'intesa tra i due sia evidente e la voglia di divertirsi trasmetta una buona energia, la resa tecnica è stata penalizzata da alcune sbavature vocali di Aka 7even, che ha mostrato qualche incertezza di troppo nel controllo. Un prodotto leggero, forse troppo, che sacrifica l'identità sonora sull'altare della fruizione rapida.
VOTO: 5,5 Quando l'algoritmo prende il posto dell'ispirazione.
ENRICO NIGIOTTI — “OGNI VOLTA CHE NON SO VOLARE”
Nigiotti si riprende il centro del palco con la sua identità da cantastorie romantico, dimostrando che la sottrazione può essere una strategia vincente. La sua presenza scenica non ha bisogno di sovrastrutture: basta la sua voce, struggente e carica di sentimento puro, per colmare il vuoto dell'Ariston e trasmettere brividi autentici. Il brano è un crescendo emotivo sorretto da un'interpretazione che scava nel profondo, rendendo la narrazione credibile e vicina. Il vero valore aggiunto della produzione è il lavoro dei violini: un plus fondamentale che avvolge la melodia senza soffocarla, elevando il pezzo a un livello di eleganza superiore.
Un ritorno alla sostanza della musica d'autore che brilla per onestà e trasporto.
VOTO: 7,5 Autentico
TOMMASO PARADISO — “I ROMANTICI”
Tommaso Paradiso rimane fedele al suo stile da "colonna sonora delle nostre vite". La sua presenza scenica è una certezza, anche se stasera il mixaggio è apparso sbilanciato: la base musicale è risultata troppo esile, lasciando la voce troppo scoperta fino all'apertura del ritornello. Nonostante qualche incertezza vocale che gli ha impedito di scalare ulteriormente la classifica, il pezzo è puro materiale da Sanremo. È un brano con una forte inerzia radiofonica: preparatevi, perché la sentiremo passare in radio per un bel pezzo.
VOTO: 7 Coerente
ELETTRA LAMBORGHINI — “VOILÀ”
Elettra Lamborghini si conferma una scarica di simpatia contagiosa, portando sul palco quella leggerezza necessaria per spezzare i ritmi della gara. Nonostante ieri la resa vocale sia apparsa più pulita, stasera Elettra ha mostrato una grinta diversa: finalmente ha deciso di "tirare fuori la voce", allontanandosi dalla staticità espressiva dei suoi vecchi successi (stile "Pam Pam") per cercare una dimensione più cantata. Il brano è la perfetta definizione di "festa in piazza": un prodotto scacciapensieri, ritmato e dichiaratamente orientato alla ricerca della hit estiva. Tuttavia, a dispetto del beat travolgente, la performance è risultata paradossalmente troppo statica; un pezzo del genere richiederebbe un’esplosione coreografica costante per non rischiare di apparire sottotono rispetto alla base. Resta un'operazione commerciale onesta e divertente che in radio farà sicuramente il suo percorso, ma che sul palco dell'Ariston avrebbe bisogno di molto più movimento.
VOTO: 6,5 Festaiola
ERMAL META — “STELLA STELLINA”
Ermal Meta porta sul palco dell'Ariston una delle proposte più dense e stratificate di questo Festival. "Stella stellina" non è solo una canzone, ma una filastrocca dal peso specifico enorme, capace di muoversi in bilico tra la leggerezza della ninna nanna e la forza d'urto di una denuncia civile necessaria in questo periodo storico.
La base conturbante crea un’atmosfera magnetica, quasi magica, che avvolge l’ascoltatore senza lasciargli scampo, mantenendo un equilibrio perfetto tra fragilità e potenza sonora.
Ermal dimostra ancora una volta di essere un veterano che "mastica" Sanremo con una naturalezza disarmante, gestendo passaggi in falsetto che risultano struggenti e tecnicamente impeccabili. Il testo tocca vertici di rara potenza, specialmente nel verso "hai vissuto solo un giorno", una frase fortissima che riporta l'attenzione sul dramma delle piccole vittime innocenti. Un pezzo coraggioso che usa la bellezza del sound design per veicolare un messaggio etico imprescindibile, confermando Ermal come un fuoriclasse del genere.
VOTO: 8 Necessario
LEVANTE — “SEI TU”
Levante porta sul palco dell'Ariston una prova di forza che unisce carisma e vulnerabilità in un equilibrio perfetto.
La sua performance è un gioco di contrasti: una voce che sa essere graffiante e dolce, agendo come uno "schiaffo e un bacio" che colpisce dritto al cuore dell'ascoltatore.
È la prima vera canzone della serata che si dimostra pienamente all’altezza della sacralità del palco, dominandolo con un'autorità naturale.
Levante non si limita a interpretare, lei "si mangia il palco", guidando il brano in un crescendo che tocca vette emotive altissime.
Il testo, di una qualità autorale superiore, dipinge una storia d’amore capace di far volare, destinata a diventare la colonna sonora di moltissime coppie. Dal punto di vista tecnico, la gestione delle dinamiche vocali è magistrale: lei sa esattamente come far salire la tensione del pezzo, rendendo la melodia viva e vibrante. Una performance totale che sposta l'asticella della competizione verso l'alto.
VOTO: 9 Viscerale
BAMBOLE DI PEZZA — “RESTA CON ME”
Le Bambole di Pezza si confermano la vera rivelazione di questo Sanremo 2026. Nonostante le radici dichiaratamente punk, le ragazze hanno trovato con "Resta con me" una sorta di "canzone jolly": un brano che mantiene intatta la loro anima rock ma che riesce a emozionare la platea dell'Ariston con una sensibilità inaspettata.
La frontwoman "mangia il palco" con una naturalezza disarmante, muovendosi con una dinamica e una sicurezza da veterana che lascia poco spazio ai dubbi.
Tecnicamente, la performance è stata ineccepibile: la voce è rimasta ferma e potente, mentre le chitarre hanno celebrato il momento con un sound graffiante ma perfettamente bilanciato nel mix orchestrale.
È un pezzo che ha tutte le carte in regola per restare in alta rotazione radiofonica per molto tempo, dimostrando che il rock, quando ha questa sostanza e questa attitudine, merita assolutamente i palcoscenici più prestigiosi.
Brave, un successo meritato sotto ogni punto di vista.
VOTO: 8,5 Rivelatrici Trascinanti
CHIELLO — “TI PENSO SEMPRE”
La performance di Chiello stasera è un deragliamento tecnico e artistico difficilmente giustificabile su un palco come quello dell'Ariston. L'artista appare completamente fuori fuoco, privo di quel controllo vocale minimo necessario per reggere un'esibizione dal vivo: la voce è risultata quasi assente, schiacciata da una tensione che ha compromesso ogni passaggio melodico.
Dal punto di vista della composizione, il brano si poggia su un giro di riff estremamente banale e già sentito, che non riesce mai a evolvere o a offrire uno spunto di interesse sonoro.
Il testo, purtroppo, segue la stessa scia di ovvietà, risultando superficiale e privo di quella profondità che ci si aspetterebbe da un autore della sua generazione. Proporre un prodotto così fragile e poco curato pensando di compiacere la Gen Z è un errore di valutazione che fa male alla musica stessa. I giovani meritano sostanza, non un'approssimazione che scambia la mancanza di tecnica per attitudine. Un'occasione sprecata sotto ogni punto di vista.
VOTO: 4 Sbiadito
J-AX — “ITALIA STARTER PACK”
J-Ax opera un’operazione nostalgia di altissimo livello, riportando le lancette dell’Ariston direttamente ai primi anni 2000, quelli della fase pop-punk degli Articolo 31 e di "Spirale Ovale".
L'intuizione sonora di stasera è però la vera sorpresa: un’apertura verso sonorità country dove l’uso del banjo regala una ventata di freschezza e allegria che "fa volare" l'ascoltatore.
Il suo timbro vocale resta una garanzia assoluta, inconfondibile e capace di connettersi istantaneamente con una generazione intera che è cresciuta con le sue rime.
Il brano è decisamente "carino" e trasmette un’energia positiva contagiosa; tuttavia, dal punto di vista del Sound Selector, la proposta appare un po' fuori contesto rispetto alla solennità della gara, funzionando più come un divertissement radiofonico che come un pezzo da competizione pura. Resta un'idea originale e ben eseguita che conferma la capacità di J-Ax di rinnovarsi senza mai tradire la propria anima.
VOTO: 6,5 Scanzonato
NAYT — “PRIMA CHE”
Nayt si conferma uno dei "chirurghi" della parola più dotati della scena urban italiana. Con "Prima che", porta sul palco dell'Ariston una ritmica studiata nei minimi dettagli, dove ogni incastro sillabico risponde a una logica di precisione assoluta.
Il suo flow è, come di consueto, impeccabile: una gestione del fiato e del tempo che pochi altri in gara possono vantare. Il testo è denso, lucido e profondo, confermando una proposta inaspettata per maturità e spessore intellettuale.
Tuttavia, se dal punto di vista metrico la performance è una lezione di stile, sul piano della dinamica musicale il brano soffre di una certa staticità. L'artista ha scelto di non osare sul fronte melodico, rimanendo ancorato alle stesse tonalità per tutta la durata dell'esecuzione.
Questa scelta, pur garantendo coerenza, ha tolto al pezzo quel "guizzo" armonico che avrebbe potuto farlo esplodere definitivamente. Resta una proposta di altissimo livello tecnico che onora il rap d'autore.
VOTO: 7 Architettonico
FULMINACCI — “STUPIDA SFORTUNA”
Fulminacci non è più una rivelazione, ma una certezza consolidata che stasera raccoglie i frutti di una gavetta fatta con intelligenza e coerenza. Con "Stupida sfortuna", l'artista mette in mostra un’attitudine da veterano, dominando il palco dell'Ariston con una naturalezza che pochi altri hanno saputo dimostrare in questa edizione. La sua timbrica sensuale e calda agisce come un abbraccio sonoro, capace di "cullare" l'ascoltatore senza mai perdere in incisività.
Dal punto di vista della produzione, il brano ha un potenziale enorme: è quella gemma pop destinata a restare in rotazione nei palinsesti radiofonici per mesi, grazie a una scrittura fluida che sa essere immediata ma mai banale.
Fulminacci conferma di avere il controllo totale del suo prodotto, fondendo carisma, tecnica e un'interpretazione che trasuda onestà intellettuale. Una delle proposte più solide e futuribili dell'intero Festival.
VOTO: 8 Sensualemente Maturo
FEDEZ & MASINI — “MALE NECESSARIO”
La strana coppia di questo Festival alza l'asticella con una performance che profuma di podio. Federico è apparso decisamente più a fuoco rispetto al debutto, recuperando quel rap graffiante e d'assalto che ne aveva caratterizzato gli esordi e che sembrava essersi perso nelle ultime produzioni più patinate.
Tuttavia, l'elemento di rottura totale è Marco Masini: la sua potenza vocale è semplicemente devastante. Nonostante si occupi "solo" di sostenere i ritornelli, la sua caratura tecnica è tale da surclassare inevitabilmente Fedez, creando uno squilibrio timbrico che però, paradossalmente, regala al brano una tensione magnetica.
La struttura della canzone è un continuo saliscendi ritmico che non lascia tregua, rendendo "Male necessario" una papabile vincitrice e un pezzo destinato a dominare le classifiche radiofoniche per mesi. È un incontro tra due mondi che, quando entrano in collisione con questa intensità, producono un risultato sonoro imponente.
VOTO: 9 Graffio in faccia
DARGEN D'AMICO — “AI AI”
Dargen D’Amico porta sul palco quel "caos necessario" che solo un artista con la sua intelligenza può permettersi di gestire. "AI AI" è un brano geniale nella sua apparente sregolatezza, capace di scardinare la rigidità della gara con un’ironia sonora travolgente.
Sebbene non si tratti di un pezzo "immortale" destinato a restare negli annali come capolavoro assoluto della musica d'autore, possiede una struttura ritmica solidissima che trasforma istantaneamente l'Ariston in un club che fa ballare tutti e che dimostra come si possa fare intrattenimento senza rinunciare a un'impronta autorale forte. Un pezzo che vive della sua stessa imprevedibilità e che, grazie a un mixaggio che esalta il beat, troverà terreno fertile nelle playlist più ritmate.
VOTO: 7 Trascinante
DITONELLAPIAGA — “CHE FASTIDIO!”
Ditonellapiaga chiude la sfilata dei Big con una scarica elettrica che risveglia l'Ariston dal torpore dell'ora tarda.
Il suo è un beat che non permette di stare fermi: una produzione contemporanea, fresca e pulsante, che dimostra una cura maniacale nel groove e nella scelta dei suoni.
Il testo è intelligente, divertente e sorretto da una metrica che non perde mai il colpo, confermando una cifra stilistica unica nel panorama pop-urban italiano.
Stasera abbiamo assistito alla sua definitiva consacrazione: Ditonellapiaga è sbocciata ufficialmente, mostrandosi con una sicurezza scenica e vocale che la proietta di diritto tra i meritevoli della finale.
Se il titolo recita "Che fastidio!", la realtà è l'esatto opposto: la sua proposta è una boccata d'ossigeno, un mix di ironia e talento puro che ci rende tutti "matti" per il suo stile. Una riconferma totale che trasforma il palco in un dancefloor d’autore.
VOTO: 8,5 Esplosività sbocciante
PRIME 5 COMUNICATE (SENZA ORDINE)
TOMMASO PARADISO
LDA AKA 7EVEN
NAYT
FEDEZ e MASINI
ERMAL META
TOP & FLOP DELLA SERATA
TOP 3
LEVANTE: Una spanna sopra tutti per autorità, testo e gestione del palco. Totale.
FEDEZ & MASINI: L'urto vocale di Masini unito al graffio di Federico crea un prodotto da podio immediato.
BAMBOLE DI PEZZA: La vera rivelazione. Hanno portato il rock all'Ariston con una freschezza che mancava da anni.
FLOP
CHIELLO: Un deragliamento tecnico inaspettato. Quando manca la voce e il testo non sostiene, il palco di Sanremo diventa impietoso.
SORPRESE
DITONELLAPIAGA: Chiudere a notte fonda con quella carica non è da tutti. È "sbocciata" definitivamente davanti al grande pubblico.
LA SENTENZA DEL SOUND SELECTOR
Stasera la differenza l’ha fatta la consapevolezza. In un mercato che corre dietro all'algoritmo di TikTok, hanno brillato quegli artisti che hanno saputo mantenere un’identità sonora definita senza rinunciare all'hook radiofonico.
La Seconda Serata ci dice che Sanremo 2026 non è un posto per chi improvvisa: chi ha un prodotto pronto si vede al primo accordo, chi vive di hype rischia di sgonfiarsi al secondo ascolto.
La qualità autorale di Levante e la potenza del mix Fedez-Masini hanno tracciato la rotta, ma il "fattore sorpresa" delle Bambole di Pezza ci ricorda che il rock ha ancora molto da dire.
Il viaggio continua. Domani sera saremo di nuovo qui, in diretta, per analizzare gli altri 15 Big e vedere come cambierà la classifica generale. Non mancate.
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Foto: ViKingSo Music
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