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Addio a Gino Paoli: Il cielo non ha più pareti, ma solo il mare di Boccadasse

Genova si è svegliata con il rumore del mare e un silenzio assordante. Nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2026, all’età di 91 anni, si è spento Gino Paoli.


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Non se n'è andato solo un cantautore, ma l’ultimo testimone di quella rivoluzione culturale chiamata "scuola genovese". Paoli è spirato nella sua casa sulle alture di Genova, circondato dall'amore della moglie Paola Penzo e dei suoi figli, lasciando un vuoto che nessuna melodia potrà mai colmare del tutto.


L'ultimo atto della sua straordinaria esistenza avverrà giovedì 26 marzo: dopo un funerale in forma strettamente privata, le sue ceneri saranno disperse nel mare di Boccadasse. Una scelta che chiude un cerchio perfetto: è in quel borgo di pescatori, in una soffitta vicino al mare, che Gino scrisse "La Gatta", la canzone che inizialmente fu un flop commerciale e che poi divenne il manifesto di un nuovo modo di intendere la musica.


I "Quattro Amici" e quel bar della Foce

La storia di Gino Paoli è la storia di un’amicizia che ha cambiato l’Italia. Insieme a Luigi Tenco, Fabrizio De André, Bruno Lauzi e Umberto Bindi, Paoli frequentava i tavolini del Bar Igea (oggi Mini Mixing) in via Cecchi. Erano i "ragazzacci" della Foce, giovani esistenzialisti che preferivano il jazz americano e la poesia francese ai gorgheggi sanremesi dell'epoca.


Proprio l'amico d'infanzia Renzo Piano, l'architetto di fama mondiale, ha ricordato attraverso il figlio un aneddoto che racconta bene la schiettezza di Gino: da ragazzi, Piano si era ostinato a suonare la tromba, finché Paoli non gli disse con la sua tipica asprezza: "Lascia stare, non è il tuo". Grazie a quella brutale sincerità, l'Italia perse un trombettista mediocre ma guadagnò una delle più grandi "archistar" della storia.


Un amore "Senza fine": Dalla Vanoni a Paola Penzo

Il percorso artistico di Paoli è stato scandito dai battiti del suo cuore. Tre donne, in particolare, hanno segnato la sua produzione:

  • Mina: Fu lei a sdoganare il genio di Gino interpretando "Il cielo in una stanza", una canzone che parlava di un amore nato in una casa chiusa, portando la trasgressione e la poesia nel salotto di tutti gli italiani.

  • Ornella Vanoni: L’amante, la complice, la musa. Per lei scrisse "Senza fine", un brano che ancora oggi profuma di un'eleganza intramontabile. La scomparsa di Gino a soli quattro mesi da quella di Ornella sembra quasi l'ultimo appuntamento romantico a cui non ha voluto mancare.

  • Stefania Sandrelli: Da una relazione allora considerata scandalosa (lei era minorenne) nacque Amanda e il capolavoro "Sapore di sale", l'istantanea definitiva delle estati italiane, arrangiata da un giovane Ennio Morricone.

Ma la sua vera àncora è stata Paola Penzo, sposata nel 1991 dopo anni di convivenza. Colei che Gino definiva scherzosamente "l'assassina di tutte le altre", la donna che gli ha regalato la stabilità necessaria per invecchiare con quel ghigno ironico e quella lucidità che non lo hanno mai abbandonato.


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Il proiettile e la filosofia del "Vivere"

Paoli ha vissuto per oltre sessant’anni con una pallottola nel petto, ricordo del tentato suicidio del 1963. Un gesto che lui stesso spiegò come la volontà di "capire cosa ci fosse dopo". Quel proiettile, incapsulato vicino al cuore, è diventato il simbolo della sua fragilità e della sua incredibile resilienza.


Negli ultimi anni, Gino era diventato il "nonno" saggio e ruvido della musica italiana, capace di criticare la modernità con una battuta fulminante o di commuovere con una nota jazzata. Nella sua ultima intervista a Rolling Stone, aveva lasciato un testamento spirituale potente:

"Nell'espressione 'vivere a lungo', conti molto il vivere e sia irrilevante il 'a lungo'. La depressione è lo stato che si raggiunge quando la ricerca è profonda e le risposte non arrivano."

Genova, Monfalcone e l'Italia intera salutano un uomo che ha saputo abbattere le pareti delle stanze per mostrarci alberi infiniti. Mentre le sue ceneri torneranno al mare, la sua voce resterà tra i carruggi, nelle radio e nel cuore di chiunque abbia mai guardato il soffitto viola sognando l'infinito.


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