CHIELLO: il pensiero costante
- ViKingSo Music

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Chiello è uno degli artisti che più hanno incarnato il passaggio generazionale tra rap, emo e cantautorato pop in Italia. Il suo percorso è segnato da una tensione costante tra esposizione emotiva e bisogno di protezione, tra desiderio di contatto e paura di restare. Una musica che non nasce per rassicurare, ma per sentire tutto, anche quando fa male.

Il pubblico lo conosce inizialmente come parte dei Fsk Satellite, progetto che ha intercettato il disagio e l’energia di una generazione cresciuta online, tra alienazione, amicizia e autodistruzione romantica. In quel contesto, Chiello si distingue subito per una scrittura più fragile e melodica, per una voce che sembra sempre sul punto di rompersi. Anche dentro un’estetica trap, il suo contributo è già emotivamente fuori asse, più vicino allo sfogo che alla posa.
La carriera solista segna una frattura netta e necessaria. Con Oceano Paradiso (2021), Chiello compie un gesto radicale: abbandona le sovrastrutture del genere e si affida a una forma canzone più nuda, emotiva, dichiaratamente vulnerabile. È un disco che parla di amore, dipendenza emotiva, solitudine e bisogno di essere visti. Le canzoni sembrano lettere scritte di notte, senza filtro, dove ogni parola è scelta per necessità più che per stile.
In Oceano Paradiso emerge con forza una delle sue caratteristiche principali: l’urgenza. Chiello canta come se non potesse rimandare, come se ogni brano fosse l’unico modo possibile per restare a galla. Musicalmente il disco dialoga con il pop alternativo, l’emo rock e una sensibilità cantautorale moderna, ma tutto ruota attorno alla voce, imperfetta e proprio per questo credibile.
Il percorso prosegue con Mela marcia (2023), album che amplia e complica il racconto. Qui Chiello non si limita più alla confessione emotiva, ma inizia a riflettere sulle conseguenze dell’esposizione, sull’identità pubblica, sul rapporto tra ciò che si è e ciò che si mostra. Il disco è più scuro, più stratificato, a tratti più cinico, ma mantiene intatta la sua fragilità di fondo. È un lavoro che racconta la crescita senza celebrarla, mostrando anche il lato scomodo della maturità.
Brani come Quanto ti vorrei e Acqua salata diventano centrali perché sintetizzano la sua poetica: desiderio che non trova pace, sentimenti che restano addosso, relazioni vissute come mare aperto più che come porto sicuro. Chiello canta l’amore come bisogno primario, spesso sbilanciato, mai del tutto risolto. Non c’è romanticismo idealizzato, ma dipendenza emotiva raccontata con lucidità.
Dal punto di vista stilistico, la sua musica vive di sottrazione. Le produzioni non sovrastano mai la voce, ma la accompagnano, lasciandole spazio di cadere, respirare, incrinarsi. È una scelta coerente: Chiello non vuole apparire forte, vuole essere vero. La scrittura è semplice solo in superficie; sotto, è attraversata da una tensione costante tra attaccamento e fuga.
Chiello oggi rappresenta una voce che ha scelto di non proteggersi dietro l’ironia o il distacco. La sua musica parla a chi vive le emozioni come qualcosa di totalizzante, a chi non cerca soluzioni ma riconoscimento. In un panorama spesso dominato dalla distanza emotiva, la sua scelta di esporsi senza difese resta uno dei gesti più sinceri della nuova scena italiana.
Seguire Chiello significa entrare in un racconto emotivo instabile, dove ogni canzone è un tentativo di restare a galla, e ogni fragilità diventa linguaggio.
PROMUOVI LA TUA MUSICA!
Compila il modulo qui sotto ed inviaci la tua produzione artistica.
Saremo lieti di valutarla e di farti entrare nella nostra scuderia.
Foto: web
Riproduzione riservata © 2026 - ViKingSo Music






Commenti