Nesli scrive a Fabri Fibra: “Forse un giorno ci ritroveremo”
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- 2 giorni fa
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Ci sono storie del rap italiano che non appartengono solo alla musica. Diventano memoria collettiva, ferita pubblica, materia da barre, interviste, silenzi e interpretazioni. Quella tra Fabri Fibra e Nesli, fratelli nella vita e per anni anche nella musica, è una di queste.

Dopo quasi vent’anni di distanza, Francesco Tarducci, in arte Nesli, ha pubblicato su Instagram una lettera aperta rivolta al fratello Fabrizio Tarducci, cioè Fabri Fibra. Un testo lungo, emotivo, scritto con toni concilianti, che prova a riaprire un dialogo rimasto congelato per molto tempo.
La lettera arriva dopo alcune dichiarazioni di Fabri Fibra nel Nuova Scena Dissing Podcast, format legato alla terza stagione del talent rap di Netflix. In quella conversazione, insieme a Guè, Geolier e Rose Villain, Fibra era tornato sul tema della famiglia e sul dolore legato al proprio passato.
Nesli ha scelto di rispondere non con un dissing, non con una replica aggressiva, ma con una mano tesa: “Forse un giorno ci ritroveremo”.
Una lettera pubblica dopo anni di distanza
La lettera di Nesli si apre con un tono diretto: “Caro fratello”. Non “Fabri”, non “Fibra”, non il personaggio pubblico. Fratello.
È già questo a dare peso al messaggio. Nesli non parla al rapper, ma all’uomo con cui ha condiviso infanzia, famiglia, provincia, musica e un pezzo importante di percorso artistico. Nel testo, Francesco invita Fabrizio a lasciare andare il dolore, definendolo qualcosa che appartiene al passato.
Il punto più delicato è quello sulla famiglia. Nesli scrive che la famiglia non avrebbe mai ostacolato Fabri Fibra e che avrebbe sempre creduto in lui. Una frase che suona come una risposta alle narrazioni portate avanti negli anni da Fibra, nei brani e nelle dichiarazioni pubbliche.
Il testo è scritto spesso al plurale: “abbiamo rispettato”, “non abbiamo mai smesso di amarti”, “ti abbiamo lasciato libero”. Questo fa pensare che Nesli non stia parlando solo per sé, ma anche per una parte della famiglia Tarducci.
La frattura tra i fratelli Tarducci
La storia tra Fabri Fibra e Nesli parte da lontano, da Senigallia, dalle prime esperienze nell’underground, da una passione comune per il rap. Prima della distanza, c’è stata una condivisione reale: musica, scrittura, studio, ambizioni.
I due hanno collaborato in diversi momenti, e per molti fan restano legati anche a brani diventati simbolici. Uno su tutti: Vaffanculo Scemo!, pezzo in cui Fabri Fibra citava proprio la storia dei fratelli Tarducci e quei “fattacci” diventati poi quasi leggenda per chi segue il rap italiano.
Con il tempo, però, la frattura si è allargata. Nesli ha raccontato in passato di essersi sentito messo da parte nella fase in cui la carriera di Fibra prendeva il volo. Fibra, dall’altra parte, ha spesso trasformato il rapporto difficile con la famiglia in materiale artistico, portandolo dentro le canzoni, le interviste e la propria immagine pubblica.
Quando una ferita familiare entra nella musica, smette di appartenere solo ai diretti interessati. Diventa racconto pubblico. E questo rende tutto più complicato.
Perché questa lettera colpisce i fan
La lettera di Nesli ha colpito perché non sembra scritta per alimentare una nuova polemica. Non ci sono attacchi frontali, non c’è sarcasmo, non c’è voglia di vincere una discussione.
C’è però una posizione chiara: Nesli riconosce il dolore del fratello, ma contesta l’idea che la famiglia lo abbia ostacolato. In pratica dice: il tuo dolore esiste, ma la nostra verità non è quella che hai raccontato.
È una frase non detta così, ma il senso è questo. Ed è una delle parti più delicate di qualsiasi frattura familiare: ognuno custodisce la propria versione, e spesso tutte le versioni contengono una parte di verità.
I fan sperano in una pace definitiva, ma la lettera non promette miracoli. Dice solo che forse, un giorno, i due potranno ritrovarsi. E dopo anni di distanza, anche quel “forse” pesa tantissimo.
Fabri Fibra, Nesli e il rap come autobiografia
Questa storia interessa così tanto perché Fabri Fibra ha costruito una parte enorme della propria forza sulla sincerità brutale. Il suo rap non ha mai avuto paura di essere scomodo, sporco, familiare, doloroso. Ha raccontato provincia, rabbia, successo, isolamento, industria discografica, depressione, rapporti distrutti.
Nesli, invece, nel tempo ha preso una strada diversa, più cantautorale, più melodica, più emotiva. Due percorsi nati dallo stesso terreno, ma cresciuti in direzioni molto lontane.
Eppure, proprio per questo, il loro rapporto resta una delle storie più forti del rap italiano. Perché non parla solo di due artisti. Parla di fratelli, ambizione, riconoscimento, ferite, orgoglio e bisogno di essere capiti.
Una porta aperta, non una pace già fatta
Per ora Fabri Fibra non ha dato una risposta pubblica. E forse potrebbe anche scegliere il silenzio. Non sarebbe sorprendente: una cosa è trasformare il dolore in musica, un’altra è rispondere a una lettera familiare davanti a tutti.
Ma il gesto di Nesli resta significativo. Dopo anni di distanza, ha scelto di usare lo spazio pubblico non per colpire, ma per provare a riaprire un passaggio.
Per ViKingSo Music, questa storia racconta una cosa molto chiara: dietro ogni artista c’è una biografia, e a volte quella biografia diventa parte centrale della musica. Nel caso di Fabri Fibra e Nesli, la frattura familiare non è mai stata solo gossip. È entrata nei testi, nell’immaginario, nel modo in cui il pubblico ha letto le loro carriere.
“Forse un giorno ci ritroveremo” non è una chiusura. È una sospensione. Una frase fragile, ma potente.
E nel rap italiano, dove spesso le ferite diventano barre prima ancora di diventare dialogo, questa volta il gesto più forte potrebbe essere proprio il tentativo di fare pace.
Ogni artista porta con sé una storia
Il caso Nesli e Fabri Fibra mostra quanto la biografia personale possa diventare parte profonda del racconto musicale. Dolore, famiglia, provincia, ambizione e identità non restano fuori dalle canzoni: spesso sono proprio ciò che le rende vere.
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