"NISCEMI": Il Freestyle di Sikulo Faya per una Terra che ha Memoria e Non si Compra
- The Sound Selector

- 7 ore fa
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Ci sono momenti in cui il mestiere del sound selector deve fermarsi per lasciare spazio all'uomo.
Mentre l'Italia guarda con il fiato sospeso le immagini di Niscemi che scivola via, sotto i colpi di un dissesto idrogeologico che sa di amaro già visto, Sikulo Faya (William Floridia) ha deciso di non restare a guardare la sua terra natale sparire nel precipizio.

In soli cinque giorni, spinto da una rabbia che nasce dalle lacrime e da una frustrazione che solo chi vede i ricordi di una vita svanire nel fango può capire, William ha scritto "NISCEMI".
Non è un brano studiato a tavolino: è un freestyle viscerale, un pugno nello stomaco che noi di ViKingSo Music sentiamo il dovere di promuovere come esempio di musica intesa come protesta sociale.
Parole di Cartone: Il Dramma di una Città in Bilico
Il testo di "NISCEMI" è un reportage di guerra. Sikulo Faya canta la vergogna di una terra che "piange" mentre la sabbia "chiama" a sé intere palazzine.
Con oltre 1.500 evacuati e una "zona rossa" che sembra un confine di guerra, il brano descrive perfettamente il senso di abbandono di un popolo che vede anni di sacrifici sparire in un attimo.
Il rapper non fa sconti. Punta il dito contro le "parole di cartone" di chi, negli ultimi vent'anni, ha firmato progetti mai completati e promesse mai mantenute.
Senza entrare nel fango della lotta partitica, il pezzo fa capire chiaramente che la responsabilità ha dei nomi e dei cognomi.
Che si tratti di destra o di sinistra, il messaggio è cristallino: chi ha firmato deve rispondere a chi oggi non ha più una casa.
L'immagine della Ford Fiesta sospesa per giorni sul ciglio del burrone, prima di precipitare il 3 febbraio, è diventata l'icona di un Paese che resta a guardare. Sikulo Faya usa questa potenza visiva per trasformarla in una metafora sonora.
La frase clou del brano, che risuona come un monito per le generazioni future, è un macigno:
"Questa terra ha memoria e non la puoi comprare."
È un monito a chi pensa che il territorio sia una merce di scambio o un capitolo di spesa da rimandare.
La terra, quando si muove, non dimentica i ritardi. La musica di William diventa così un custode della memoria collettiva, un modo per evitare che il dramma di Niscemi diventi l'ennesima statistica dimenticata dopo qualche settimana di telegiornali.
C'è un proverbio siciliano che William ha fatto suo per spiegare l'urgenza di questo freestyle: "L'aceddu 'nta jaggia nun canta p'amuri, ma pi raggia" (L'uccello in gabbia non canta per amore, ma per rabbia).
È la spiegazione perfetta del suo stato d'animo: l'uccello nella gabbia non è felice, non sta intrattenendo il pubblico; canta per sopravvivere, canta perché la rabbia è l'unico modo per non farsi spezzare dal silenzio della prigionia.
In un contesto dove la tensione sociale è altissima il freestyle di Sikulo Faya agisce come collante per la comunità.
La musica deve essere uno strumento di libertà e di verità. "NISCEMI" è un grido autorevole perché nasce dal fango di chi quel territorio lo vive e lo ama. È la dimostrazione che il rap, quando torna alle sue radici di cronaca sociale, è l'arma più potente a disposizione dei cittadini.
Il dramma di Niscemi non è solo siciliano, è una ferita aperta su tutto il territorio italiano. La musica può servire a ricostruire ciò che il fango ha distrutto, partendo dalla consapevolezza.
E voi credete che la musica possa davvero scuotere le coscienze di chi decide il nostro futuro?
Scrivetelo nei commenti. Condividete questo articolo e il video di "NISCEMI" per far sì che la sabbia smetta di chiamare e le istituzioni inizino finalmente ad ascoltare.
La community di ViKingSo Music sta con Niscemi.
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