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Non solo Sanremo 2026: La vittoria dimenticata di Sal Da Vinci che fece infuriare Pippo Baudo

Sal Da Vinci, al secolo Salvatore Michael Sorrentino, è oggi l'indiscusso protagonista della musica italiana grazie alla vittoria nella 76ª edizione del Festival di Sanremo.


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Il suo brano, "Per sempre sì", ha confermato la scia fortunata iniziata nel 2024 con il successo virale di "Rossetto e caffè", trasformandosi in un vero e proprio tormentone social ancor prima della proclamazione finale sul palco dell'Ariston.


Eppure, per il cantante partenopeo, l'ebbrezza del primo posto in una kermesse nazionale non è una novità assoluta, ma il ritorno di un destino che si era già compiuto oltre trent'anni fa in un contesto televisivo oggi quasi dimenticato.


Figlio del celebre Mario Da Vinci, Salvatore è un artista che respira spettacolo fin dalla nascita, avvenuta a New York nel 1969. La sua è una carriera poliedrica e precocissima che lo ha visto esordire giovanissimo al fianco del padre, per poi approdare al grande cinema appena ventenne nel film "Troppo forte" con Carlo Verdone e Alberto Sordi. Successivamente, la sua evoluzione artistica lo ha portato a trionfare in teatro con il musical "Scugnizzi" nel 2000 e a sfiorare la vittoria a Sanremo nel 2009, quando si classificò terzo con "Non riesco a farti innamorare". Tuttavia, la sua bacheca ospitava già un trofeo pesantissimo vinto in giovane età.


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Bisogna infatti tornare al biennio 1993-1994, quando Mediaset tentò l'impresa titanica di fare concorrenza frontale alla Rai creando il "Festival Italiano" su Canale 5.


Condotto dallo storico Mike Bongiorno affiancato da Paola Barale, lo show cercava di ricalcare in tutto e per tutto la formula sanremese, con tanto di orchestra dal vivo diretta dal maestro Vince Tempera.


Fu proprio nella seconda edizione del 1994 che un giovane Sal Da Vinci sbaragliò la concorrenza con il brano "Vera", lasciandosi alle spalle nomi del calibro di Nek e Fausto Leali. Quella vittoria gli permise di pubblicare il suo primo album omonimo con la casa discografica Ricordi, allora di proprietà del gruppo Fininvest.


Il successo di quella kermesse in salsa "Biscione" scatenò però una vera e propria guerra diplomatica nel mondo della canzone, attirando le ire di Pippo Baudo. Il conduttore siciliano, all'epoca timoniere indiscusso di Sanremo, reagì con estrema durezza all'intrusione di Canale 5 nel suo territorio, arrivando a proibire a chiunque avesse partecipato al Festival di Mediaset di presentarsi all'edizione ligure del 1995.


Oggi, con il trionfo a Sanremo 2026, il cerchio si chiude definitivamente per Sal Da Vinci. L'artista ha dimostrato di saper vincere in ogni epoca e su ogni palco, unendo la tradizione melodica napoletana a un respiro internazionale che lo porterà ora a rappresentare l'Italia all'Eurovision.


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Foto: instagram

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