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A Sanremo 2027 si può usare l’intelligenza artificiale?

3 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

Una canzone scritta con ChatGPT o generata con Suno potrebbe partecipare a Sanremo 2027?


Sanremo 2027 e intelligenza artificiale: cosa è vietato davvero

Da quest'anno la domanda non è più soltanto teorica, perché la Rai ha inserito per la prima volta nel regolamento del Festival una norma dedicata espressamente all'intelligenza artificiale.


La risposta breve è che Sanremo vuole tenere l'AI fuori dalla parte creativa delle canzoni, ma parlare semplicemente di “intelligenza artificiale vietata” rischia di essere troppo generico.


Il regolamento usa infatti una formulazione più precisa: i brani devono essere espressione della creatività umana e non è consentito utilizzare sistemi di intelligenza artificiale quando questi sostituiscono o alterano il contributo creativo degli autori e degli artisti.


È proprio quel passaggio a stabilire dove la Rai vuole tracciare il confine.


Cosa vieta davvero Sanremo 2027

Il principio scelto dal Festival riguarda innanzitutto testo, musica e apporto creativo dell'artista.


In pratica, un autore non dovrebbe poter consegnare a un sistema generativo il compito di creare la canzone al proprio posto e presentare poi il risultato come un normale brano in gara.

È una distinzione importante perché oggi “usare l'intelligenza artificiale” può significare molte cose diverse.


Un conto è chiedere a un software di generare melodia, testo, arrangiamento o voce. Un altro è utilizzare strumenti tecnologici durante le normali fasi di registrazione e produzione.

Il regolamento pubblico non contiene un elenco di ogni software consentito o proibito.


La regola ruota invece intorno a una domanda molto più semplice: chi ha realmente creato la canzone?


Se l'apporto fondamentale resta quello degli autori e degli artisti, siamo in un territorio diverso rispetto a un brano costruito dall'AI al posto loro.


Quindi ChatGPT o Suno sono vietati?

Il regolamento non cita singolarmente ChatGPT, Suno o altre piattaforme.

Per come è formulata la norma, però, utilizzare un sistema generativo per sostituire il lavoro creativo dell'autore entrerebbe chiaramente in conflitto con il principio stabilito dalla Rai.


Una canzone generata partendo da un prompt e poi presentata come opera dell'artista sarebbe esattamente il tipo di situazione che il nuovo regolamento cerca di evitare.

Più delicato sarebbe stabilire cosa succede quando l'AI viene utilizzata soltanto in una fase secondaria del lavoro.


Correggere un rumore, analizzare una registrazione o utilizzare un software che integra automaticamente funzioni basate su machine learning non equivale necessariamente a far scrivere una canzone a una macchina.

Su questi utilizzi tecnici il testo diffuso dalla Rai non fornisce una casistica dettagliata.


Il criterio dichiarato resta la tutela del contributo creativo umano.


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E l'Autotune? A Sanremo 2027 si può usare

Qui la risposta è molto più chiara.

L'Autotune non è stato vietato.

Stefano De Martino ha spiegato che impedirne l'utilizzo significherebbe escludere una parte importante della musica contemporanea, in particolare rap, trap e drill.


Il direttore artistico vuole però che venga utilizzato quando appartiene realmente al linguaggio dell'artista e della canzone, non semplicemente come strumento per mascherare qualsiasi limite vocale.

È utile tenere separate le due questioni.


L'Autotune modifica il trattamento della voce durante l'esecuzione o la produzione. Un sistema di AI generativa può invece arrivare a produrre parole, melodie, arrangiamenti e perfino voci partendo dalle istruzioni dell'utente.

Sono tecnologie diverse e Sanremo 2027 le sta trattando in maniera diversa.


Ma come farà la Rai a capire se una canzone è stata scritta con l'AI?

Questa è probabilmente la parte più complicata.

Lo stesso De Martino ha riconosciuto che risalire all'origine di una canzone può essere difficile. Gli artisti che presenteranno i brani saranno informati delle regole già durante la selezione e la Rai si riserva la possibilità di utilizzare anche verifiche tecnologiche in presenza di dubbi o possibili abusi.


Non significa che esista un software capace di stabilire con certezza assoluta se cinque parole, una melodia o un giro armonico siano nati da una persona o da un modello generativo.

Il vero deterrente potrebbe essere soprattutto la responsabilità di chi presenta il brano e dichiara di rispettare il regolamento.

Ed è qui che la questione diventa molto più interessante rispetto al semplice “AI sì o AI no”.


La musica viene già prodotta attraverso computer, plugin, campionamenti, correzione vocale, algoritmi e strumenti digitali. Stabilire dove termina lo strumento e dove comincia la sostituzione dell'autore sarà uno dei problemi con cui l'industria musicale dovrà fare i conti sempre più spesso.


Perché Sanremo ha deciso di intervenire proprio adesso

Il tema non arriva dal nulla.

Negli ultimi anni i generatori musicali sono diventati capaci di produrre in pochi secondi canzoni complete, comprese voce, testo e arrangiamento. Parallelamente sono aumentati i casi di brani con voci artificiali, artisti virtuali e produzioni nelle quali diventa sempre più difficile capire quanto lavoro appartenga a una persona e quanto a un modello generativo.


Anche ViKingSo Music aveva raccontato nel 2025 il caso di Iam, artista italiana creata attraverso l'intelligenza artificiale, proprio quando esperimenti di questo tipo iniziavano a uscire dalla nicchia tecnologica per entrare nel mercato musicale.

Nel frattempo il settore discografico italiano ha cominciato a fissare regole più precise. FIMI ha accolto positivamente la scelta della Rai e considera il regolamento di Sanremo parte di una linea più ampia che punta a mantenere centrale il contributo umano nelle opere musicali.


Stefano De Martino l'ha definita provocatoriamente “intelligenza artigianale”.

Al di là della formula, la posizione del Festival è abbastanza chiara: gli strumenti cambieranno ancora, ma chi sale all'Ariston deve poter riconoscere come propria la canzone che sta presentando.


Un problema che non finirà con Sanremo 2027

La parte più interessante arriverà probabilmente dopo la pubblicazione dei brani.

Se dovessero emergere dubbi sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale in una canzone in gara, per la prima volta esisterà una norma specifica con cui confrontarsi.

E non sarà sempre facile applicarla.


Un testo completamente generato dall'AI rappresenta un caso abbastanza comprensibile. Molto più difficile sarà valutare tutte le situazioni intermedie: idee sviluppate insieme a un chatbot, melodie successivamente modificate dall'autore, arrangiamenti generativi, voci sintetiche o strumenti che incorporano funzioni AI senza che l'artista ne percepisca nemmeno l'utilizzo.


Sanremo 2027 ha quindi fissato un principio prima ancora di avere una risposta per ogni possibile scenario: la tecnologia può accompagnare la musica, ma non deve prendere il posto di chi la crea.


Ora resta da vedere come quella regola funzionerà quando arriveranno le canzoni vere.


Una canzone deve avere qualcosa da raccontare prima ancora di essere promossa

Scouting vikingsomusic artisti emergenti

L'intelligenza artificiale può ormai aiutare in moltissime fasi del lavoro musicale, ma identità, scrittura e direzione artistica restano ciò che permette a un progetto di essere riconoscibile quando arriva davanti al pubblico.


Se sei un cantante, un rapper, una band o un progetto emergente, ViKingSo Music può aiutarti a presentare meglio la tua musica attraverso scouting, playlist, articoli, recensioni, interviste e contenuti editoriali pensati per valorizzare davvero il tuo percorso.



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