VERGOGNA: Ermal Meta contro le critiche a “Stella stellina”
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- 6 giorni fa
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Il Festival di Sanremo 2026 si conferma ancora una volta non solo come una vetrina per la musica italiana, ma come un potente megafono per temi sociali e di attualità che spesso dividono l'opinione pubblica.

In questa edizione, a finire sotto i riflettori per ragioni che vanno ben oltre la classifica è Ermal Meta, in gara con il brano intitolato Stella stellina.
La canzone, strutturata come una delicata ma straziante ninna nanna, è dedicata alla memoria di una bambina palestinese la cui vita è stata spezzata dal conflitto nella Striscia di Gaza. Attraverso la metafora di una bambola rimasta tra le mani di chi sopravvive, l'artista ha voluto dar voce a un'infanzia negata dalla guerra, accendendo un dibattito accesissimo sui social e sui media nazionali.
La scelta narrativa di focalizzarsi su una specifica tragedia ha però innescato una dura reazione da parte di un noto quotidiano italiano. In un articolo critico, il cantautore è stato accusato di aver operato una sorta di omissione, chiedendo retoricamente perché non fossero state menzionate anche le piccole vittime di altri conflitti, come i bambini ucraini sotto le bombe o quelli israeliani colpiti negli attacchi del 7 ottobre. Questa critica ha alimentato il sospetto di un presunto orientamento parziale, mettendo in discussione la scelta di Ermal Meta di dare risalto esclusivo a una parte della sofferenza globale in un contesto così popolare come quello del Teatro Ariston.
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La replica del cantautore non si è fatta attendere ed è arrivata con un post durissimo pubblicato su X il 27 febbraio 2026. Con la domanda provocatoria “Non provate un po’ di vergogna?”, Meta ha respinto fermamente le accuse di parzialità, ribadendo un concetto fondamentale per la sua visione artistica: ricordare una vittima specifica non implica assolutamente ignorare o sminuire il dolore delle altre.
La sua risposta ha incendiato ulteriormente la discussione online, dividendo gli utenti tra chi sostiene con forza la libertà artistica e il diritto di raccontare storie individuali per scuotere le coscienze, e chi invece ha puntato il dito contro quello che è stato definito un moralismo selettivo, lamentando l'assenza di prese di posizione altrettanto forti su altri fronti di guerra.
Il caso di Stella stellina dimostra come, anche in un'edizione guidata da Carlo Conti, la musica di Sanremo resti uno specchio fedele delle tensioni internazionali e delle sensibilità del presente.
Il brano di Ermal Meta è passato in breve tempo da semplice canzone in gara a vero e proprio caso mediatico, confermando che il palco dell'Ariston è ancora il luogo dove la sensibilità dell'artista si scontra con la complessità della realtà politica.
Mentre il Festival prosegue la sua corsa verso la finale, la polemica sollevata da questa ninna nanna di pace continua a far riflettere su quale sia il ruolo e il limite dell'impegno civile nell'arte pop contemporanea.
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