Cos’è l’X Pass di X Factor 2026, quanti ne hanno i giudici e come funziona
Durante i Bootcamp di X Factor 2026 non basta più ottenere tre sì come alle Auditions. Per andare avanti servono quattro carte verdi, quindi l’accordo di Francesco Gabbani, Irama, Jake La Furia e Paola Iezzi.
C’è però una possibilità che può cambiare completamente il verdetto: l’X Pass.

Ogni giudice ne possiede uno e può utilizzarlo su un concorrente nel quale crede particolarmente. Quando lo fa, quell’artista passa alle Last Call e finisce direttamente nella squadra del giudice che lo ha scelto.
Il primo X Pass dell’edizione 2026 è già stato utilizzato da Francesco Gabbani su Giacomo Calò durante il Bootcamp del 1° ottobre.
Ma come funziona esattamente?
Quanti X Pass ci sono a X Factor 2026?
Sono quattro in totale: uno per ciascun giudice.
Francesco Gabbani, Irama, Jake La Furia e Paola Iezzi possono quindi utilizzarlo una sola volta durante i Bootcamp.
Non è una possibilità che si rinnova a ogni concorrente e proprio per questo la scelta ha un peso particolare. Una volta giocato, quel giudice non potrà utilizzarne un altro su qualcuno che salirà sul palco successivamente.
Dopo la prima serata dei Bootcamp, Gabbani ha già speso il proprio X Pass su Giacomo Calò.
Gli altri tre giudici, al termine della puntata del 1° ottobre, lo avevano ancora a disposizione.
Come si passa normalmente dai Bootcamp alle Last Call
Prima di capire cosa cambia con l’X Pass bisogna partire dalla nuova regola dei Bootcamp.
I concorrenti si esibiscono davanti ai quattro giudici, che votano utilizzando carte verdi o rosse.
Con quattro verdi, il passaggio alle Last Call è immediato.
Quando invece il tavolo non è d’accordo, i giudici possono discutere tra loro e provare a convincersi reciprocamente. Durante la prima serata è già successo che un verdetto iniziale venisse modificato dopo il confronto.
Se alla fine rimane almeno un giudizio contrario e non si trova un accordo, il concorrente viene eliminato.
A meno che uno dei giudici non decida di utilizzare proprio l’X Pass.
L’X Pass può salvare anche un concorrente bocciato dagli altri?
Sì.
Sky specifica che l’X Pass può essere utilizzato indipendentemente dal verdetto espresso dal tavolo.
Un giudice può quindi decidere di prendere con sé un artista anche quando gli altri non vogliono farlo passare.
Immaginiamo, per esempio, che Irama sia convinto di un concorrente ma Gabbani,
Jake e Paola votino contro. Se dopo la discussione il verdetto rimane negativo, Irama può utilizzare il proprio X Pass e portare comunque quell’artista alle Last Call nella propria squadra.
È probabilmente l’utilizzo più evidente della carta: un giudice vede qualcosa che gli altri non hanno visto e decide di assumersi personalmente la responsabilità della scelta.
Ma non è l’unico caso possibile.
Si può usare l’X Pass anche su qualcuno che ha già quattro sì?
Sì, e Giacomo Calò è il primo esempio del 2026.
Durante il Bootcamp del 1° ottobre ha cantato Almeno tu nell’universo di Mia Martini, dopo essersi già fatto conoscere alle Auditions con Beautiful Things di Benson Boone.
La performance ha convinto il tavolo e Francesco Gabbani ha deciso di utilizzare su di lui il primo X Pass della stagione.
In questo caso non serviva per salvare un concorrente eliminato.
Gabbani lo ha utilizzato perché voleva assicurarsi Giacomo nella propria squadra.
Questa possibilità rende la carta più interessante dal punto di vista strategico: il giudice può aspettare qualcuno che rischia l’eliminazione oppure utilizzarla su un artista molto richiesto, evitando che finisca successivamente con uno dei colleghi.
Chi riceve l’X Pass è automaticamente ai Live?
No.
Questo è probabilmente l’equivoco più facile.
L’X Pass garantisce l’accesso alle Last Call e l’ingresso nella squadra del giudice che lo ha utilizzato, ma non garantisce automaticamente un posto ai Live.
Le Last Call rimangono l’ultima selezione.
Ogni giudice dovrà costruire il proprio gruppo definitivo e avrà soltanto tre posti disponibili per formare la squadra che porterà ai Live Show.
Torneranno quindi le tre sedie e il meccanismo degli switch: quando saranno già occupate, un nuovo concorrente potrà prendere il posto di qualcuno che sembrava momentaneamente qualificato.
Sky descrive chiaramente questa fase come una situazione nella quale tutti resteranno in bilico fino alla fine.
Ricevere un X Pass significa quindi essere scelti in anticipo da un giudice e arrivare alle Last Call dentro la sua squadra, non avere già in tasca il posto tra i dodici concorrenti ufficiali.
Perché l’X Pass cambia anche il lavoro dei giudici
Fino ai Bootcamp, Gabbani, Irama, Jake La Furia e Paola Iezzi stanno ancora valutando gli stessi concorrenti seduti allo stesso tavolo.
Alle Last Call la situazione cambia: ognuno dovrà lavorare sulla propria squadra.
L’X Pass permette di anticipare quel momento.
Quando un giudice lo utilizza, sta dicendo pubblicamente che non vuole semplicemente vedere quel cantante nella fase successiva: vuole lavorare proprio con lui.
Per questo vale la pena osservare non soltanto chi riceve la carta, ma anche quando viene utilizzata.
Giocarla molto presto significa rinunciare alla possibilità di usarla sui concorrenti che devono ancora esibirsi. Aspettare troppo, invece, può significare perdere un artista che un altro giudice decide di prendere prima.
Nella prima serata Francesco Gabbani non ha aspettato il secondo Bootcamp: ha scelto Giacomo Calò.
Ora resta da capire come si muoveranno Irama, Jake La Furia e Paola Iezzi.
Quando vedremo gli altri X Pass di X Factor 2026?
La seconda serata dei Bootcamp è prevista per giovedì 8 ottobre.
Sarà l’ultima occasione di questa fase prima delle Last Call e restano ancora molti concorrenti da ascoltare.
Se gli altri giudici non avranno utilizzato prima le loro carte, sarà proprio lì che sapremo a chi andranno gli X Pass rimasti.
Dopo di che le strategie diventeranno squadre vere e proprie: tre concorrenti per ciascun giudice, dodici artisti complessivi e i Live Show dal 22 ottobre.
Un talent può aprire una porta, ma fuori dalla TV serve un progetto riconoscibile
L’X Pass può cambiare il percorso di un concorrente in pochi secondi, ma fuori da X Factor non esiste una carta che garantisca automaticamente attenzione. Per un artista emergente contano soprattutto musica, identità e il modo in cui il progetto viene presentato quando qualcuno decide di scoprirlo.
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