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Archivi Bruciati e Note Perdute: Le esibizioni di Sanremo diventate "Lost Media"

Benvenuti nel caveau di ViKingSo Music, il luogo dove il sound non è solo ascolto, ma indagine archeologica. 

Entriamo nel lato oscuro dell'Ariston, in quell'archivio impolverato dove mancano dei pezzi, dove il nastro magnetico si è arreso al tempo o all'incuria, lasciandoci orfani di momenti che avrebbero potuto cambiare la nostra percezione di un artista o di un intero genere.


Curiosità ViKingSo Music

Esiste un incubo per ogni sound selector: la perdita della traccia originale. Immaginate di sapere che un artista leggendario ha dato il meglio di sé su un palco, ma di non avere modo di riascoltarlo o vederlo.


Il Festival di Sanremo, con i suoi oltre settant'anni di storia, è un immenso archivio, ma come ogni grande archivio, ha i suoi "buchi neri". Noi di ViKingSo Music abbiamo indagato su queste lacune, scoprendo che dietro i nastri scomparsi si celano storie di povertà tecnologica, decisioni scellerate e un pizzico di mistero.


L’Era del Risparmio: Quando la RAI "cancellava" la Storia

Negli anni '50 e '60, il concetto di "archivio storico" non era prioritario come lo è oggi nel nostro blog. I nastri magnetici (le famose "pizze") costavano cifre esorbitanti. Secondo quanto emerso da ricerche tra gli addetti ai lavori dell'epoca, era prassi comune in RAI riutilizzare i supporti.


Sì, avete capito bene: per registrare un nuovo programma o l'edizione successiva del Festival, venivano sovraincise le esibizioni precedenti.


Questo significa che intere performance di artisti che hanno gettato le basi della nostra musica sono state letteralmente "piallate" per risparmiare qualche migliaia di lire. Un delitto artistico che oggi ci impedisce di vivere l'esperienza integrale dei primi anni del concorso.


1967: Il Buco Nero di Luigi Tenco

Il caso più drammatico e discusso riguarda l'edizione del 1967, segnata dalla tragedia di Luigi Tenco.


Nonostante l'importanza storica e la portata emotiva di quell'anno, la documentazione video completa è frammentaria. Molte riprese originali di quella serata maledetta sembrano essere svanite nel nulla o conservate in formati degradati.


Molti esperti di scouting musicale ritengono che esistessero riprese diverse, più intime, dei momenti precedenti all'ultima esibizione di Tenco, ma di esse non v'è traccia certa. Questo vuoto ha alimentato per decenni complotti e leggende metropolitane, rendendo quel Sanremo un vero e proprio "Lost Media" che ogni appassionato di musica vorrebbe recuperare.


Le Esibizioni "Ghost" e i Duetti Mai Visti

Non sono solo gli anni d'oro a soffrire di queste sparizioni. Negli archivi mancano spesso le cosiddette "prove aperte" o le versioni alternative che alcuni artisti emergenti di allora avevano preparato. Esistono testimonianze di duetti improvvisati dietro le quinte o di versioni di brani con arrangiamenti più audaci (magari più vicini al rap o alla dance ante litteram) che non sono mai stati trasmessi o registrati ufficialmente.


Spesso ci arrivano segnalazioni di collezionisti privati che possiedono registrazioni "pirata" fatte con microfoni d'ambiente: è l'unico modo che abbiamo per sentire il "vero" battito di quei momenti perduti.


L’Incendio che ha rischiato di distruggere tutto

Un altro capitolo oscuro riguarda gli incidenti fisici. Nel corso dei decenni, piccoli incendi o allagamenti nei magazzini di stoccaggio hanno messo a rischio i master originali. Se oggi possiamo godere di una qualità del suono accettabile nelle playlist storiche, è grazie a un lavoro di restauro certosino che noi lodiamo immensamente.


Tuttavia, molto materiale è andato perduto a causa dell'ossidazione o della cattiva conservazione. Ogni volta che un nastro si polverizza, perdiamo un pezzetto del DNA della musica italiana.


Oggi il rischio è diverso. Non è più la mancanza di supporti, ma l'eccesso di dati. Ma la lezione dei "nastri scomparsi" resta valida: la musica va protetta.


Sanremo ci ha insegnato che l'effimero della televisione può cancellare l'eterno dell'arte se non stiamo attenti. La tecnologia digitale oggi ci permette di non "sovrascrivere" più nulla, ma il fascino di quelle esibizioni perdute rimane una ferita aperta nel cuore di chi ama il sound autentico.


Il mistero dei nastri scomparsi ci ricorda che la musica è un bene prezioso e fragile. Quelle voci che non sentiremo mai sono il nostro tesoro perduto, un monito a dare valore a ogni singola nota che viene prodotta oggi.


E tu, se potessi viaggiare nel tempo e salvare una sola esibizione di Sanremo andata perduta, quale sceglieresti?


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Foto: vikingsomusic

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