FIORI DEL MALE
- ViKingSo Music

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Alternative Rock / Post-Punk

I Fiori del Male sono un progetto rock nato a Scampia, Napoli, nel 1991 attorno a Nunzio, Claudio e Alessia Ciccone. Una storia artistica cresciuta nella 167 di Secondigliano, dove la musica diventa fin dall’inizio uno strumento per raccontare ciò che accade dentro e fuori dal quartiere, senza accettare che violenza, abbandono e mancanza di opportunità ne rappresentino l’unica identità possibile.
Il nome racchiude la tensione centrale del progetto: da una parte il fiore, inteso come capacità dell’essere umano di crescere, creare e scegliere; dall’altra il male, ciò che può contaminarlo fino a rendere normali la sopraffazione e l’assenza di futuro. È da questo contrasto che nasce una scrittura legata alla periferia, ai conflitti, alla libertà individuale e alla responsabilità collettiva.
Nel 1992 i Fiori del Male partecipano a United Rock for Europe, esibendosi tra Ariccia e Roma con “Angeli Ribelli” e “Allarme Rosso nel Golfo Persico”. Nel novembre dello stesso anno il gruppo viene invitato negli studi RAI di via Asiago per la trasmissione di Radio1 “Diretta da”, condotta da Dodi Moscati. Il percorso continua nella scena universitaria napoletana, documentata da Ateneapoli nel 1994, e nel progetto culturale “Non Solo Bronx - Da casa mia non si vede Capri”, diretto artisticamente da Peppe Lanzetta nel 1996.
Negli anni successivi la loro storia attraversa Napoli, Milano e Londra. Cambiano i luoghi, le formazioni e anche i nomi adottati in alcune fasi, da Flowers of Evil a FlowerPeace, ma resta centrale l’idea della musica come forma di resistenza culturale e comunicazione. Nel 1997 la Repubblica inserisce i Fiori del Male in un racconto dedicato alla scena musicale sommersa di Napoli; nel 1999 il Corriere della Sera segue invece il percorso dei fratelli Ciccone a Milano.
Il suono del progetto parte dal rock alternativo e dal post-punk, aprendosi nel tempo all’elettronica, ai campionamenti e a un’attitudine crossover. Chitarre e sezione ritmica sostengono una scrittura diretta, poco interessata alla superficie e più vicina alla necessità di trasformare esperienze personali e sociali in qualcosa da condividere.
Nel 2026 i Fiori del Male riportano alla luce “Allarme Rosso nel Golfo Persico”, canzone scritta da Nunzio Ciccone nel 1991, mentre la prima Guerra del Golfo entrava quotidianamente nelle case attraverso la televisione. Il brano era rimasto inedito, conservato per trentacinque anni su DAT e musicassetta prima di essere digitalizzato e ricostruito insieme ai musicisti che ne avevano segnato la nascita.
La nuova versione conserva il testo, la linea melodica, il nucleo rock e il significato antimilitarista dell’originale, ma non cerca di imitare artificialmente il suono degli anni Novanta. La produzione di Claudio Ciccone mette in relazione chitarre, basso e batteria con elettronica e campionamenti, trasformando la registrazione in un punto d’incontro tra memoria e presente.
La formazione del brano riunisce Nunzio Ciccone alla voce, Claudio Ciccone alla produzione, all’arrangiamento e alla chitarra, Andrea Palazzo alle chitarre, Enzo Esposito al basso e Roberto Zincone alla batteria.
Pubblicato ufficialmente il 4 aprile 2026, “Allarme Rosso nel Golfo Persico” apre una nuova fase del progetto e riporta l’attenzione anche sul suo archivio storico. Nel settembre 2026 i Fiori del Male sono attesi al Teatro Ariston per le Finali Nazionali di Sanremo Rock & Trend Festival: un nuovo passaggio per una storia che parla più di continuità che di ritorno.
INTERVISTE & RECENSIONI
Con “Allarme Rosso nel Golfo Persico”, i Fiori del Male riportano nel presente una canzone nata a Scampia nel 1991 e rimasta inedita per trentacinque anni.
L’approfondimento ricostruisce il viaggio del brano dalla Guerra del Golfo al recupero del DAT originale, dalla nuova produzione del 2026 fino al Teatro Ariston, raccontando anche le persone e i legami che hanno permesso alla registrazione di sopravvivere.
GLI INEDITI
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