d!base
- The Sound Selector

- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 4 min
Cantautorato elettronico, Indietronica, Glitch-Pop

Nel panorama della nuova musica italiana, ci sono progetti che nascono già con una forte consapevolezza stilistica e altri che, invece, colpiscono perché sembrano crescere direttamente dentro una necessità espressiva autentica. d!base appartiene a questa seconda categoria: è un progetto che non parte da una formula, ma da un’urgenza. E proprio per questo riesce a suonare personale, riconoscibile e profondamente contemporaneo.
Dietro il nome d!base c’è Gianmarco, artista nato e cresciuto a Forlì, che ha fatto della provincia non un limite, ma un punto di osservazione privilegiato. La sua identità musicale prende forma in Romagna e si sviluppa lungo una linea di confine molto interessante, dove cantautorato elettronico, tensione emotiva e ricerca timbrica convivono in un equilibrio tutt’altro che scontato. È un progetto in cui la scrittura resta centrale, ma viene immersa in una costruzione sonora che guarda chiaramente alla contemporaneità.
d!base si muove infatti in un territorio stilistico che può essere definito come cantautorato elettronico di matrice indie, con aperture verso hyperpop, glitch pop e art-pop elettronico. Ma al di là delle etichette, ciò che conta davvero è il modo in cui questi elementi vengono usati: non come semplice estetica, ma come strumenti per dare forma a un contenuto emotivo preciso. Le sue canzoni non cercano l’effetto fine a sé stesso; lavorano piuttosto su fratture, accelerazioni, saturazioni, vuoti e tensioni, restituendo un ascolto che ha un forte valore espressivo.
Un passaggio decisivo di questo percorso è rappresentato da ;;;risolversi nel buio, il primo album di d!base, disponibile dal 13 marzo 2026. Il disco, realizzato tra Forlì e Bologna e prodotto insieme a Luca Jacoboni, nasce come un lavoro capace di attraversare in modo diretto il tema dell’ansia e degli attacchi di panico, senza filtri e senza compiacimento narrativo. Non si propone come un manifesto generazionale costruito a tavolino, ma come un flusso di coscienza che prende forma canzone dopo canzone, fino a diventare un organismo coerente.
Ed è proprio in questa coerenza che si riconosce la maturità del progetto. d!base non usa il linguaggio del disagio per creare un’immagine; lo trasforma invece in una grammatica sonora e testuale precisa, dove il rapporto tra parola e produzione è essenziale. I testi restano viscerali, confessionali ma mai gratuiti, mentre il suono lavora su BPM elevati, drum incisive, synth saturi, break improvvisi e drop che restituiscono la sensazione di perdita di equilibrio e di alterazione percettiva legata ai momenti di crisi.
Questa cifra stilistica nasce anche da un percorso personale chiaro. Gianmarco arriva da una sensibilità cantautorale molto forte, ma ha sentito presto l’esigenza di spingere la sua scrittura in una direzione diversa, più nervosa, più fisica, più adatta a raccontare certe sensazioni. È qui che l’elettronica entra davvero nel progetto: non come rivestimento, ma come struttura. E il risultato è un linguaggio che conserva l’intimità dello songwriting, ma la inserisce in una cornice sonora più instabile, più viva, più esposta.
Anche sul piano del live, d!base ha già iniziato a costruire una presenza significativa. Nel suo percorso ha condiviso il palco con artisti come Emma Nolde, okgiorgio, Fenoaltea e Giuse The Lizia, confermando una collocazione naturale dentro una scena italiana giovane, mobile e in evoluzione, in cui la scrittura d’autore dialoga sempre più spesso con nuove soluzioni produttive. A rafforzare ulteriormente il profilo del progetto è arrivato, nel dicembre 2025, il successo alla seconda edizione del King of Provincia organizzato da Rockit, vittoria che gli ha assicurato un tour lungo tutta la Penisola.
Questo riconoscimento non fotografa solo un momento favorevole: racconta soprattutto la solidità di un progetto che ha saputo uscire dal proprio contesto locale senza perdere identità. d!base resta infatti profondamente legato alla propria origine, ma non nel senso nostalgico del termine. La provincia, nel suo caso, diventa il luogo da cui osservare il presente con maggiore intensità, trasformando fragilità, pressione e inquietudine in scrittura.
Oggi d!base si presenta così come una delle realtà più interessanti da seguire per chi guarda alla nuova canzone italiana contaminata dall’elettronica. Il suo punto di forza non sta soltanto nell’estetica sonora, ma nella capacità di trovare una forma credibile e personale per raccontare ciò che spesso resta informe: il rumore mentale, il disagio, il tentativo di convivere con ciò che non si risolve davvero. E proprio in questo spazio, tra vulnerabilità e costruzione artistica, il progetto trova la sua voce più autentica.
INTERVISTE & RECENSIONI
Per approfondire il mondo di d!base oltre la biografia, leggi anche la nostra intervista dedicata a ;;;risolversi nel buio: un focus sul disco, su +benzo e sul percorso emotivo e sonoro che ne ha guidato la nascita.
GLI INEDITI
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