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Patrizia Mirigliani contro Ditonellapiaga: “Miss Italia non è un titolo per tutte, scatta la diffida”

Il post-Festival di Sanremo 2026 si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario che vede protagonista Ditonellapiaga, reduce dal prestigioso terzo posto con il brano "Che fastidio!".


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Ospite di Caterina Balivo a La Volta Buona, la patron di Miss Italia, Patrizia Mirigliani, ha voluto fare chiarezza sulle ragioni che hanno spinto l'organizzazione del concorso di bellezza a intraprendere azioni legali contro l'artista.

Il nodo del contendere non è la canzone portata all'Ariston, bensì il titolo dell'album in uscita il 10 aprile e un brano omonimo, entrambi chiamati proprio Miss Italia.


Secondo la ricostruzione della Mirigliani, la questione è prima di tutto di natura commerciale e legale. Il nome della kermesse è infatti un marchio registrato e depositato, e la patron ha sottolineato come né la cantante né la sua casa discografica abbiano provveduto ad avvisare la produzione del disco per ottenere le autorizzazioni necessarie.


Mirigliani ha citato il precedente internazionale di Taylor Swift, che avrebbe voluto intitolare un suo documentario Miss America, ricevendo un diniego e dovendo ripiegare sul titolo Miss Americana. Per la Mirigliani, la proprietà intellettuale del brand non può essere utilizzata con leggerezza, specialmente se inserita in contesti che l'organizzazione ritiene non consoni.


Al di là dei cavilli burocratici, ciò che ha ferito maggiormente la Mirigliani è il contenuto del testo della canzone incriminata. Pur definendo Margherita (il vero nome di Ditonellapiaga) una grande artista e una ragazza meravigliosa, la patron ha contestato duramente l'associazione tra le sue miss e l'aggettivo "disperata".


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Secondo quanto riportato dagli avvocati, il testo conterrebbe espressioni lesive della dignità e dell'onore delle ragazze che partecipano al concorso. La Mirigliani ha ribadito con forza che il concorso è oggi un baluardo contro l'immagine stereotipata della donna e che nessuna partecipante deve essere descritta come disperata per la propria bellezza.


Nonostante la battaglia legale in corso, la Mirigliani non ha risparmiato complimenti sinceri al talento della cantante, ammettendo di aver apprezzato le sue performance a Sanremo 2026 e definendola persino una potenziale Miss. Tuttavia, ha ribadito che la realtà commerciale non può essere ignorata dagli artisti in nome della creatività. La sensazione è che ci sia stata una mancanza di comunicazione tra il team creativo della cantante e i titolari del marchio, un errore che ora rischia di oscurare il momento d'oro dell'artista proprio alla vigilia del lancio del suo nuovo progetto discografico.


In chiusura del suo intervento, Patrizia Mirigliani ha lanciato un ramoscello d'ulivo, invitando Ditonellapiaga a un incontro privato per spiegare il reale significato del testo e cercare un punto d'incontro.


Resta però il fermo immagine di una disputa aperta che mette in luce la tensione tra la libertà d'espressione artistica e la tutela di marchi storici che hanno segnato il costume italiano per decenni.


Mentre il 10 aprile si avvicina, resta da vedere se l'album vedrà la luce con il titolo originale o se la diffida porterà a un clamoroso cambio di rotta last-minute.


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Foto: instagram

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