top of page

Sanremo 2026, Pagelle Live Serata Cover: L’ultimo verdetto del Sound Selector

Aggiornamento: 28 feb


Bentornati nella sala d’ascolto di ViKingSo Music.

Sono Edoardo Lomacci, il vostro Sound Selector, e stasera affrontiamo l’atto finale del nostro viaggio critico.

Abbiamo ascoltato, pesato e pagellato i 30 Big nei loro inediti. Stasera, però, la sfida cambia. Non si tratta più solo di "cantare bene", ma di saper abitare la storia della musica, di trovare l'alchimia con un ospite e di non farsi schiacciare dal peso dei giganti del passato.


Sanremo mette in pausa la gara fratricida per aprire il sipario sulla Serata delle Cover.

Trenta artisti, trenta visioni diverse, trenta duetti che spaziano dal jazz internazionale al punk animato.


xfactor vikingsomusic

🛑 NOTA PROFESSIONALE: Con la serata di stasera, il mio compito di analisi tecnica si conclude. Abbiamo analizzato ogni respiro, ogni sbavatura e ogni guizzo creativo dei 30 Campioni.

Domani, per la finalissima, non ci saranno pagelle. Crediamo che il ruolo della critica tecnica si esaurisca nel momento in cui l'opera artistica è stata pienamente svelata.

La finale di sabato appartiene al pubblico, al televoto e all'emozione pura della proclamazione.

  • STATO AGGIORNAMENTO (LIVE) 🟡 aggiornamenti rapidi durante lo show

  • Post-show: recap completo con le ultime pagelle "definitive"

COSA SUCCEDE STASERA?

La quarta serata è il cuore pulsante del Festival. I 30 Big portano sul palco altrettante cover, votate stasera dal Televoto (34%), dalla Giuria della Sala Stampa (33%) e dalla Giuria delle Radio (33%).


I momenti clou:

  • Il caso Morgan-Chiello: Salta il duetto più atteso per "mancanza di alchimia". Chiello si esibirà con Saverio Cigarini.

  • Super Ospiti: Non solo musica, ma grandi performance tra cui Timofej Andrijashenko che ballerà con Patty Pravo.

  • Vincitore di Serata: A fine puntata verrà proclamato l'artista più votato della notte delle cover.

SCOUTING ViKingSo Music

Sanremo è la prova: adesso tocca alla tua release

Durante Sanremo analizziamo canzoni e performance pubblicamente.


Se sei un artista emergente e vuoi una strategia reale (non promesse), richiedi accesso allo Scouting Talenti: feedback editoriale, direzione artistica e report d'azione. Conferma entro 48 ore.




IL LIVE DEL SOUND SELECTOR: SCALETTA & PAGELLE

In questa sezione, Edoardo Lomacci (Sound Selector di ViKingSo Music) analizzerà in tempo reale ogni esibizione. (L'ordine d'uscita ufficiale verrà inserito non appena comunicato)


1. ELETTRA LAMBORGHINI con Las Ketchup — “ASEREJÉ”

Frizzanti e capaci di regalarci un vero ritorno al passato, Elettra e le Las Ketchup firmano una partenza col botto per questa serata delle cover. L'esibizione è puro divertimento: un momento di leggerezza travolgente che costringe tutto il teatro a muoversi. La verità è che chi non balla è un bugiardo. Non cerchiamo qui la perfezione vocale, ma la capacità di accendere la serata con un’ironia e un'energia che rompono il ghiaccio nel modo migliore possibile.

VOTO: 7 Nostalgia porta mia


2. EDDIE BROCK con Fabrizio Moro — “PORTAMI VIA”

Quello messo in scena stasera è un vero inno all'amore, un brano che per sua natura richiede un'intensità fuori dal comune. Nonostante il trasporto, il palco dell'Ariston ha messo in luce un netto divario di esperienza: Fabrizio Moro domina la scena con una padronanza assoluta, mentre Eddie sembra a tratti faticare nel reggere il confronto con un gigante della comunicazione emotiva.

Resta comunque un bel momento di musica, un'esibizione sentita che porta a casa un risultato dignitoso.

VOTO: 6,5 Formativo


3. MARA SATTEI con Mecna — “L’ULTIMO BACIO”

Un’operazione rischiosa su un capolavoro di Carmen Consoli che vive di luci e ombre. Se da un lato Mara Sattei canta con un buon livello, confermando la sua cifra tecnica e la sua eleganza, dall'altro l'inserimento del rap di Mecna inizialmente appare fuori contesto, rischiando di rovinare l'atmosfera di un pezzo così iconico.

Il duetto riesce però a recuperare sul finale proprio grazie alla seconda strofa di Mecna, decisamente più centrata, che salva la performance in extremis.

Un esperimento che si assesta sulla sufficienza piena, ma che non convince del tutto nell'amalgama tra i due mondi.

VOTO: 6,5 Discontinuo


4. PATTY PRAVO con Timofej Andrijashenko — “TI LASCIO UNA CANZONE”

Assitiamo a un vero tocco del passato con un'atmosfera molto retro che sembra riportarci direttamente allo stile di un Sanremo 1956.

È un momento di canzone romantica allo stato puro, dove l'eleganza visiva compensa le incertezze sonore: mentre Timofej fluttua come una piuma sul palco regalando una grazia d'altri tempi, al centro resta una Patty Pravo iconica, capace di reggere la scena con il solo carisma. Un’esibizione che punta tutto sulla suggestione e sulla classe, portando la storia e l'estetica di una diva intramontabile.

VOTO: 6,5 Retro


5. LEVANTE con Gaia — “I MASCHI”

Una bella coppia rock e stile che domina l'Ariston con una performance travolgente. L'esibizione è carica di una tensione sensuale, quasi saffica, figlia di un'intesa centrata a pieno tra le due artiste. Levante e Gaia si confermano due donne dinamite: la loro versione del classico della Nannini è graffiante, moderna e dotata di una sinergia rara che esplode in un’energia elettrica. È il primo momento della serata in cui la chimica del duetto non solo funziona, ma potenzia il brano originale, portando sul palco una forza scenica e vocale di altissimo livello.

VOTO: 8 Dinamitiche


6. MALIKA AYANE con Claudio Santamaria — “MI SEI SCOPPIATO DENTRO IL CUORE”

Una bella coppia che irradia classe da ogni poro: Malika Ayane onora Mina con un'interpretazione magistrale, muovendosi con una padronanza tecnica che mette i brividi. Accanto a lei, un sorprendente Claudio Santamaria si rivela un cantante migliore di molti Big visti finora in gara, portando sul palco una solidità vocale e un'espressività che lasciano il segno.

Sono bellissimi e bravi, capaci di restituire la magia di un classico eterno con un arrangiamento che ne esalta la nobiltà. Una performance di livello assoluto che profuma di perfezione.

VOTO: 9 Eleganza Sorprendente


7. BAMBOLE DI PEZZA con Cristina D’Avena — “OCCHI DI GATTO”

In questa performance si sente tutta l'onda rock che arriva come un pugno in faccia: è il modo brutale e sincero delle Bambole di Pezza per rivendicare le proprie origini. Nonostante lo scetticismo iniziale sulla scelta del brano, l'esibizione decolla e diventa devastante quando esplode sui Led Zeppelin, rivelando una voce incredibile e una grinta fuori dal comune. Una prova potentissima che trasforma un classico dell'infanzia in un momento di puro hard rock, dimostrando una versatilità e una forza scenica impressionanti.

VOTO: 9 Devastanti


8. DARGEN D’AMICO con Pupo e Fabrizio Bosso — “SU DI NOI”

Dargen trasforma un classico della musica leggera in un vero inno contro la guerra, portando sul palco parole forti e importanti che pesano come macigni sulla melodia. L’operazione è carica di significato sociale e politico, tanto che, vedendo il trasporto della performance, sorge spontanea una domanda ironica: Pupo potrà tornare in Russia dopo un messaggio pacifista così netto?

L’arrangiamento è impreziosito dalla tromba di Bosso, che aggiunge la giusta dose di classe a un momento di impegno civile coraggioso e necessario.

VOTO: 7 Impegnato


9. TOMMASO PARADISO con gli Stadio — “L’ULTIMA LUNA”

Tommaso Paradiso scende in campo con la sua solita impronta, confermando quel lo stile di chi sembra poter cantare anche la lista della spesa nello stesso modo, mantenendo identica posa e attitudine su ogni brano.

La performance si trasforma in un bel omaggio a Lucio Dalla, capace di sprigionare l'energia di un vero live da concerto. Si percepisce un grande trasporto da parte di entrambi e, soprattutto, è evidente che gli artisti sul palco si sono divertiti davvero, regalando un momento di musica onesto e trascinante.

VOTO: 7  Energico


10. MICHELE BRAVI con Fiorella Mannoia — “DOMANI È UN ALTRO GIORNO”

Un'interpretazione che purtroppo resta sottotono rispetto all'originale iconica: in questa versione manca quell’energia che nel brano della Vanoni si percepisce distintamente anche dopo ripetuti ascolti.

Il risultato complessivo appare un po' moscio, privo di quel mordente necessario per onorare un pezzo di tale portata.

Si salva però la cifra stilistica di Michele Bravi, che con il suo timbro riesce comunque a graffiare l'anima, portando un pizzico di verità in un duetto che, nell'insieme, fatica a decollare e a emozionare quanto avrebbe potuto.

VOTO: 6,5 Malinconico


11. TREDICI PIETRO con Galeffi, Fudasca & Band — “VITA”

Il momento più emozionante della serata vede Gianni Morandi salire sul palco a sorpresa: è un bel quadro vedere padre e figlio uniti da una sinergia così autentica e potente. Ci auguriamo davvero che questo rappresenti un ideale passaggio di testimone, nobilitato da una strofa rap di Tredici finalmente a fuoco e ben inserita nel contesto. Un’esibizione che vince grazie al calore umano e alla capacità di trasformare un classico in un ponte generazionale, regalando una delle immagini più belle di questo Festival.

VOTO: 8,5 Emozionante


12. MARIA ANTONIETTA & COLOMBRE con Brunori Sas — “IL MONDO”

Il trio sceglie di restare fedeli all'originale, rispettando la struttura e la solennità del capolavoro di Jimmy Fontana, ma innestando la rivisitazione di Maria Antonietta in chiave moderna.

Un’esecuzione garbata che risulta emozionante ma non troppo, mantenendosi su un binario di sicurezza che evita eccessi ma anche grandi guizzi.

La presenza di Brunori Sas conferisce spessore al pezzo, tuttavia l'amalgama complessivo non riesce a travolgere completamente l'ascoltatore, fermandosi a una sufficienza che premia la correttezza formale più che l'audacia.

VOTO: 6,5 Rispettoso


13. FULMINACCI con Francesca Fagnani — “PAROLE PAROLE”

Ci troviamo di fronte a un bel esperimento, anche se la sua natura risulta non del tutto comprensibile se inserita rigorosamente nel contesto della gara di Sanremo.

La performance si configura più come un raffinato momento varietà, dove l’ottima attitudine di Fulminacci fa da perfetto contrappunto a una Fagnani sinuosa che gli ronza intorno con eleganza, giocando con il parlato in modo magnetico.

È un gioco di parti che funziona, diverte e intrattiene, pur restando un oggetto misterioso che preferisce il fascino della messa in scena alla pura potenza vocale. VOTO: 7,5 Teatrale


14. LDA & AKA 7EVEN con Tullio De Piscopo — “ANDAMENTO LENTO”

Con l’arrivo del Maestro sul palco dell’Ariston finalmente parte la festa, anche se l'esecuzione complessiva risulta a tratti non molto energica per un brano che avrebbe potuto esplodere con più cattiveria.

Resta il fatto che Tullio De Piscopo è una forza della natura assoluta: il suo carisma e il suo timing trascinano i due ragazzi e riescono a far ballare il teatro, trasformando la performance in un momento di gioia collettiva.

Un duetto che vive di rendita grazie a un classico intramontabile e alla presenza magnetica di un'icona che non ha bisogno di presentazioni per dominare la scena. VOTO: 7 Trasmittente


15. RAF con i The Kolors — “THE RIDDLE”

Il classico di Nik Kershaw viene riletto attraverso una versione molto coreografica. L’impatto visivo e il movimento scenico prendono il sopravvento sulla densità del testo: l'esibizione è costruita su poche parole e tanta festa. L’intesa tra l'eleganza storica di Raf e l'attitudine funk-pop dei The Kolors funziona e intrattiene con estrema naturalezza.

VOTO: 7 Coreografico


16. J-AX con Ligera County Fam. — “E LA VITA, LA VITA”

J-Ax porta sul palco un grande classico che fa celebrare la vita col sorriso, pescando a piene mani dal repertorio più genuino di Cochi e Renato. La scelta di proporre una versione casereccia si rivela vincente proprio nella sua semplicità: l’esibizione non cerca la sofisticazione tecnica, ma punta tutto sulla coralità e sulla simpatia, ed è proprio questo il suo bello. Un momento di musica onesto e senza pretese che riesce a trasmettere un senso di comunità e spensieratezza, chiudendo la performance con un’energia che scalda il cuore più che le orecchie.

VOTO: 6,5 Genuino


17. DITONELLAPIAGA con TonyPitony — “THE LADY IS A TRAMP”

Con questa performance ci proiettiamo a Broadway all'interno di uno spettacolo di altissimo livello, dove la classe incontra lo swing. È evidente che Ditonellapiaga è cresciuta molto in questo Festival: la sua sicurezza vocale e la sua presenza scenica sono ormai quelle di una veterana del palco.

Accanto a lei, TonyPitony ha portato la sua genialità. Un duetto che dimostra come si possa onorare un gigante come Sinatra senza perdere la propria identità.

VOTO: 8 Scenografica


18. ENRICO NIGIOTTI con Alfa — “EN E XANAX”

Ci troviamo di fronte a una perla della musica italiana rispettata con enorme grazia e attenzione. Il punto di forza dell'esibizione è la bella alchimia che si crea tra i due artisti: Alfa, nel momento in cui parte con la sua strofa rap, riesce a replicare quella magia comunicativa già vista con Vecchioni, portando freschezza senza snaturare il brano. Il risultato è una canzone riuscita che dovrebbe essere incisa immediatamente, capace di risultare delicata come una carezza ma allo stesso tempo vera e profonda nella sua narrazione.

Un momento di rara sensibilità che dimostra come l’unione di due mondi pop possa generare un’emozione autentica e misurata.

VOTO: 8 Alchemica


19. SERENA BRANCALE con Gregory Porter e Delia — “BESAME MUCHO”

Una Serena sensuale guida un trio conturbante e ammaliante. L'operazione è assolutamente riuscita, capace di fondere mondi diversi sotto l'egida di un gigante del jazz mondiale come Gregory Porter.

L'atmosfera che si respira sul palco è densa e magnetica, merito di un'intesa vocale che ammalia senza mai risultare didascalica.

Un momento di altissima caratura che conferma la statura della Brancale e la sua capacità di dialogare con i grandi della musica mondiale con una naturalezza disarmante.

VOTO: 8 Conturbante 


20. SAYF con Alex Britti e Mario Biondi — “HIT THE ROAD JACK”

Finalmente arriva il blues sul palco dell'Ariston con un trio che emana energia pura e carisma.

Mario Biondi fa vibrare l'anima con la sua voce cavernosa e inconfondibile in stile Blues Brothers. La vera sorpresa è però Sayf, che non si lascia intimidire dai due giganti e tiene il confronto con loro alla grande, dimostrando una maturità scenica notevole. Anche il pezzo alla tromba risulta carico e scaldante, ciliegina sulla torta di una grande performance che travolge il pubblico con un ritmo pazzesco.

VOTO: 8,5 Stravagante


21. FRANCESCO RENGA con Giusy Ferreri — “RAGAZZO SOLO, RAGAZZA SOLA”

Assisitiamo all'incontro tra due voci che fanno la differenza, capaci di intrecciarsi senza mai perdere la propria identità.

Nonostante le timbriche così distanti (la pulizia di Renga e il graffio unico della Ferreri) sul palco è emersa una bella intesa che ha saputo dare nuova linfa alla versione italiana del capolavoro di Bowie firmata da Mogol. Un’esecuzione solida dove i due artisti hanno saputo dialogare con rispetto, regalando un momento di grande musica italiana.

VOTO: 7 Complementari


22. ARISA con Il Coro Teatro Regio di Parma — “QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO”

Assistiamo a una prova solenne a tutta voce che ha letteralmente ammutolito l'Ariston. Arisa, supportata da un coro magistrale, ha saputo regalare brividi veri, riuscendo nell'impresa quasi impossibile di dare una nuova pelle al brano della Mannoia.

Un’esecuzione tecnicamente ineccepibile dove Arisa si conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, l'eccellenza vocale di questo Festival, capace di trasformare ogni nota in un momento di spiritualità musicale.

VOTO: 9 Magistrale


23. SAMURAI JAY con Belén Rodríguez e Roy Paci — “BAILA MORENA”

Un’esibizione che purtroppo scivola nell’effetto fiera di paese: l’atmosfera festosa non basta a coprire i troppi errori tecnici e di coordinazione visti sul palco. Tanto sugo e poco arrosto. La performance è approssimativa, perdendosi in un calderone di suoni e movimenti che non rendono giustizia al pezzo di Zucchero, risultando il punto più basso della serata a livello di esecuzione.

VOTO: 5 Rumore e basta


24. SAL DA VINCI con Michele Zarrillo — “CINQUE GIORNI”

Un’esecuzione che vive di momenti alterni: Sal Da Vinci parte male nei registri bassi, mostrando un’inedita fragilità, per poi riprendere la scena e solidità con l’avanzare del pezzo.

Nel complesso, però, assistiamo a una performance non indimenticabile.

Un’operazione che si ferma alla sufficienza, priva di quel mordente o di quell'alchimia necessaria per rendere davvero memorabile un brano così iconico.

VOTO: 6,5 Scolastico


25. FEDEZ & MASINI con Stjepan Hauser — “MERAVIGLIOSA CREATURA”

Un bell’impatto scenografico che ha riempito il palco di energia e suggestione. Al centro di tutto brilla un immenso Marco Masini: per lui la richiesta è chiara, mettetelo nella Walk of Fame, vista la caratura e la grinta che continua a dimostrare.

Fedez propone una versione rap buona, ma è evidente che la potenza vocale di Masini fa la differenza.

VOTO: 7,5 Potente


26. ERMAL META con Dardust — “GOLDEN HOUR”

Assistiamo a un’esibizione di una raffinatezza rara, dove la tecnica si mette al servizio dell'emozione. Che voce Ermal quando apre nel ritornello: la sua estensione e il controllo vocale lasciano il segno, anche se, paradossalmente, lo preferiamo in italiano, e questo è un grande complimento. A completare l'incantesimo c'è Dardust, che ci culla con il suo sound, creando un tappeto sonoro delicato e prezioso.

VOTO: 8 Raffinato e Cristallino


27. NAYT con Joan Thiele — “LA CANZONE DELL’AMORE PERDUTO”

Un’esibizione che vede Joan Thiele confermarsi come una delle presenze più magnetiche del panorama attuale: in questa versione "Sailor Moon" è apparsa estremamente a fuoco, prendendo in mano le redini del pezzo e conducendo tutta la performance con sicurezza e carisma.

Di contro, Nayt è sembrato un po' spaesato, quasi fuori dal suo habitat naturale di fronte a un mostro sacro come De André. Il risultato finale è un’esecuzione tutta lineare che non aggiunge nulla di nuovo all'originale, limitandosi a una sufficienza che premia l'eleganza della Thiele ma evidenzia la mancanza di alchimia del duo.

VOTO: 6 Ordinario


28. LUCHÈ con Gianluca Grignani — “FALCO A METÀ”

Quella messa in scena è una bella idea che poggia su un'intesa solida e inaspettata. Luchè si dimostra estremamente credibile nel rap, riuscendo a incastrarsi perfettamente nelle trame del brano, mentre assistiamo al ritorno di un Gianluca Grignani in gran spolvero canoro, capace di una tenuta vocale e di un carisma che mancavano da tempo.

C'è spazio anche per il pepe, con quella frecciatina alla Pausini che aggiunge quel tocco di imprevedibilità tipico del personaggio. Un’ottima cover che rispetta l'anima del pezzo originale ma lo proietta con forza nella modernità.

VOTO: 7 Credibile


29. CHIELLO con Saverio Cigarini — “MI SONO INNAMORATO DI TE”

L’intenzione era quella di regalare una carezza nella notte, ma il confronto con un mostro sacro come Luigi Tenco richiede una precisione che stasera è mancata. Nonostante il violino di Cigarini provi a ricamare un’atmosfera intima, emergono troppe sbavature tecniche: il pezzo non è affatto facile e l'emozione sembra aver preso il sopravvento. Bisogna ammettere, con buona pace dei fan, che sebbene questo ragazzo abbia un bel timbro su disco, in questa occasione non rende dal vivo. Una performance che resta monca, dove il peso del brano è risultato troppo gravoso per la tenuta live dell'interprete.

VOTO: 5,5 Arrischiato


30. LEO GASSMANN con Aiello — “ERA GIÀ TUTTO PREVISTO”

Basta un giro di piano e sono già brividi in tutto il teatro. Inizia così una performance dove Leo Gassmann si dimostra estremamente rispettoso e onora il pezzo di Riccardo Cocciante con una pulizia vocale impeccabile.

Tra i due c'è una bella intesa: si muovono sul palco con naturalezza e riescono a esprimere ogni sfumatura di un testo drammatico e viscerale.

Nonostante l'originale di Cocciante resti supremo e inarrivabile per chiunque, questa è una grande performance riuscita, capace di unire la potenza di Leo al graffio di Aiello in un crescendo emozionante che chiude la serata dei duetti con il botto.

VOTO: 8,5 Intenso


TOP & FLOP DELLA SERATA COVER

TOP 3

  • ARISA con il Coro di Parma (9): Una prova solenne, mistica, tecnicamente inarrivabile. Ha dato una nuova pelle a un brano sacro senza profanarlo. Regina assoluta.

  • SAYF con Biondi e Britti (9): Il colpaccio della serata. Un’energia blues travolgente che ha dimostrato come un giovane possa mangiarsi il palco accanto a due giganti.

  • LEO GASSMANN con Aiello (8,5): Una chiusura col botto. Rispetto, intesa e una potenza vocale che ha reso onore al genio di Cocciante.


FLOP

  • SAMURAI JAY con Belén e Roy Paci (5): Troppa carne al fuoco e poca cottura. Una "fiera di paese" che ha stonato in una serata di altissimo livello tecnico. Lo scivolone più rumoroso.


SORPRESE

  • Luchè e Grignani (8) e Ermal Meta con Dardust (8) portano a casa la palma della ricercatezza: i primi con un rock-rap sporco e credibile, i secondi con un'eleganza internazionale che profuma di futuro.

  • Menzione speciale per il "Momento Varietà" di Fulminacci e la Fagnani (7,5): non l'abbiamo capito fino in fondo per la gara, ma quanto ci siamo divertiti?


LA SENTENZA DEL SOUND SELECTOR

Si chiude una serata che ha messo a nudo l'anima di questo Festival ma sopra ogni cosa, questa Notte dei Duetti ha un nome e un cognome (anzi, due): DITONELLAPIAGA e TONYPITONY.


Abbiamo assistito a una parabola incredibile che è passata dall'eccellenza quasi mistica di Arisa e la freschezza travolgente di Sayf, fino a scivoloni rumorosi che ci hanno ricordato quanto sia sottile il filo tra l'omaggio e la "fiera di paese".


È stata la serata dei grandi ritorni (un Masini e un Grignani in stato di grazia) e delle scommesse vinte (Ditonellapiaga e Fulminacci su tutti).


Abbiamo visto artisti crescere sotto i nostri occhi e altri farsi schiacciare dal peso di "mostri sacri" intoccabili.


In questo Sanremo 2026, la qualità media si è alzata, ma la vera differenza l'ha fatta il coraggio: chi ha osato cambiare pelle ai brani è stato premiato, chi ha giocato in difesa è rimasto nel limbo della sufficienza.


❤️ GRAZIE A TUTTI VOI

Prima di spegnere i microfoni per qualche ora, vogliamo dire un grazie immenso a tutti voi che ci avete seguito con un affetto travolgente.

A chi ha infiammato i social, a chi ha intasato il sito e a chi ha vissuto questa maratona notturna con noi, ricaricando il feed tra un caffè e l'altro. Sentire il vostro calore e la vostra partecipazione rende questo viaggio collettivo qualcosa di unico.


Per la serata di domani abbiamo deciso di fare un passo indietro: niente voti in tempo reale. Domani ci godiamo lo spettacolo, l'emozione pura, la tensione della gara vera.


Non vogliamo influenzare i vostri voti né sporcare la magia dell'atto finale con i nostri giudizi a caldo. Domani vince la musica, vince il pubblico, vince chi saprà prendersi l'Ariston per l'ultima volta.


L'appuntamento è per domani mattina con il RECAP definitivo per il gran finale della nostra copertura:

  • La classifica Definitiva con tutti i voti

  • Le Previsioni Finali: i nostri pronostici secchi su chi alzerà il leoncino d'oro.

  • L'Analisi Post-Duetti: come cambia la classifica dopo questa notte folle.


Buona notte e buone vibrazioni.


Your Personal Sound Selector


Esplora il nostro SPECIALE SANREMO 2026

Speciale Sanremo 2026

Preparati prima che inizi: guida alle serate, votazioni e playlist già online.

Foto: ViKingSo Music

Riproduzione riservata © 2026 - ViKingSo Music





NOTE LEGALI E COPYRIGHT

1) Opinioni: le valutazioni, i voti e i commenti presenti in questo articolo rappresentano un’opinione editoriale personale a cura di Edoardo Lomacci (Sound Selector di ViKingSo Music) e non costituiscono comunicazioni ufficiali di artisti, etichette o organizzatori.

2) Marchi e riferimenti: Festival di Sanremo®, RAI® e ogni marchio/denominazione citata appartengono ai rispettivi proprietari. Ogni riferimento è utilizzato per finalità di cronaca, commento e informazione.

3) Contenuti: salvo diversa indicazione, testi e struttura dell’articolo sono contenuti originali © ViKingSo Music. È vietata la riproduzione non autorizzata.



Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione

Disclaimer immagini e contenuti
Le immagini e gli eventuali contenuti multimediali presenti in questo articolo sono utilizzati a scopo informativo, editoriale e di commento. I diritti sulle immagini restano dei rispettivi autori/aventi diritto (artista, fotografo, agenzia, label, ufficio stampa, testata).

ViKingSo Music non rivendica la proprietà dei materiali di terzi e, ove possibile, indica la fonte/credito. Qualora un contenuto risultasse non autorizzato o lesivo di diritti, l’avente diritto può richiederne la rimozione o la correzione dei crediti scrivendo a info@vikingsomusic.com: provvederemo tempestivamente.

Marchi, loghi e nomi citati appartengono ai rispettivi proprietari.

Riproduzione riservata © 2026 – ViKingSo Music.

bottom of page